La Mia Scopata Torrida in Scalo a Parigi
Ero in viaggio di ritorno dalle vacanze al mare in Sicilia. Scalo a Parigi Charles de Gaulle. Tutto bloccato per uno sciopero generale, ehm… un casino totale. Voli in ritardo, gente incazzata. Io, con il mio passaporto italiano e un sorriso furbo, finisco nel lounge VIP. Grazie al mio status elite. Aria fresca della clim, profuma di caffè forte e pelle di cuoio dei divani. Mi siedo, gambe accavallate, gonna leggera che sale un po’. Sudo ancora per il sole siciliano, gusto di sale sulla pelle.
Lo vedo lì. Un tipo sulla trentina, fisico da sportivo, camicia aperta sul petto abbronzato. Siede al bar, sorseggia un whisky. Occhi che si incrociano. Lui sorride, malizioso. ‘Italiana?’, mi chiede con accento francese sexy. ‘Sì, e tu?’, rispondo, inclinando la testa. ‘Parigino, ma adoro l’Italia. Viaggio d’affari a Roma, ritardato pure io.’ Parliamo. Vino rosso, risate. La sua mano sfiora la mia sul bracciolo di cuoio. Calda, forte. Sento l’eccitazione salire. Lontana da casa, nessuno mi conosce. Libertà pura. ‘Andiamo a rilassarci?’, sussurra. Cuore che batte forte. ‘Sì, ma ho il volo tra poche ore.’ Urgenza che mi bagna.
L’Incontro Casuale nel Lounge e la Tensione che Sale
Ci alziamo. Lobby dell’hotel aeroportuale, luci basse, rumore sordo dei motori lontani. Prenotiamo una stanza. Ascensore, le sue labbra sul mio collo. Odore di dopobarba e sudore. Entriamo. Clim gelida contro la mia pelle calda. Lo spingo sul letto. ‘Spogliami’, dico. Lui obbedisce. Seno libero, capezzoli duri. Mi bacia, morde. Mani giù, sulla fica già fradicia. ‘Sei bagnata da morire’, geme. ‘Scopami forte, straniero.’ Cazzo duro, grosso. Lo tiro fuori dai pantaloni. Vene pulsanti, cappella viola. Lo lecco, gusto salato di pre-sborra. Succhio profondo, gola piena.
L’Acte Intenso in Hotel e il Ricordo Ardente sul Volo
Mi sdraio, apro le gambe. Entra piano, poi spinge violento. ‘Cazzo, che stretta!’, grugnisce. Io urlo: ‘Più forte, rompi la fica!’ Colpi secchi, palle che sbattono sul culo. Sudore che cola, gusto salato sulle labbra. Mi gira, a pecorina. Vede il mio culo italiano sodo. Spinge il pollice nel buco stretto. ‘Ti piace il culo?’, ansimo. ‘Sì, troia.’ Mi scopa selvaggio, letto che cigola. Cambiamo. Io sopra, cavalco. Cazzo che entra tutto, sfrega il clito. Vengo urlando, spasmi violenti. ‘Sborra dentro!’, ordino. Lui esplode, fiotti caldi che riempiono la fica. Gemiti rauchi, corpi appiccicosi.
Ci rivestiamo veloci. Baci umidi, ‘Torna a Parigi’, dice ridendo. Io sorrido: ‘Magari.’ Esco, aria calda del terminal, rumore motori che copre i battiti. Salgo sul volo per Milano. Finestra, nuvole. Sento ancora il suo sperma colare nelle mutande. Anonimato totale. Lontana da casa, tutto permesso. Che scopata perfetta, ehm… indimenticabile.