La Mia Fica Bagnata su un’Isola Greca: Un’Avventura Lesbica Indimenticabile
Ero partita da sola per la Grecia, un’isola rocciosa con spiagge da sogno. Lontana da Roma, dal mio lavoro stressante, mi sentivo libera. Nessun giudizio, solo il sole che brucia la pelle, il sale che pizzica sulle labbra. All’arrivo in hotel, mi dirigo al lounge VIP bordopiscina. Cuoio caldo dei divani sotto le cosce nude – indossavo solo un pareo trasparente. Aria condizionata che mi fa venire i brividi sui capezzoli. Ordino un ouzo ghiacciato, gusto anice che mi scalda la gola.
La vedo lì, una greca mozzafiato, sui 25 anni, nuda su un transat. Pelle olivastra lucida di olio e sudore, fica rasata che intravedo tra le gambe aperte. Mi fissa, sorride maliziosa. ‘Prima volta qui?’ mi chiede con accento sexy. Io annuisco, eccitata dall’ignoto. Si chiama Elena, locale, invita a sedere vicino. Parliamo di tutto, risate, gambe che si sfiorano. Sento la sua mano sulla mia coscia, calore che sale. Improvvisamente arriva lui, il cugino, trenta anni, muscoloso come un dio greco, costume attillato che mostra un cazzo semi-eretto. ‘Elena, sempre a rimorchiare straniere nude?’ ghigna, occhi su di me.
L’Incontro Casuale nel Lounge sul Mare
Lei arrossisce, lo fulmina: ‘Chiudi quella bocca, Jean! È mia ospite.’ Tensione elettrica, lui ride ma se ne va verso la piscina. Elena mi prende la mano: ‘Vieni da me, villa qui vicino. Lontano da casa, tutto è permesso, no?’ Il cuore mi batte forte, l’urgenza del mio volo domani mattina mi fa fremere. Camminiamo nude sul sentiero ghiaioso, sandali che scricchiolano, il suo culo perfetto davanti al mio naso, odore di mare e sesso imminente.
Arriviamo alla villa, piscina cristallina, la cugina nuda che bronza, tette sode al sole. Jean ci fissa dalla terrazza, ma Elena mi trascina in camera. Volets chiusi, aria fresca della clim che mi fa rabbrividire. Ci sediamo sul letto morbido, lei versa acqua fredda. Singhiozza piano: ‘È sempre così, geloso da anni. Odia che ami le donne.’ La abbraccio nuda, la sua pelle salata contro la mia, profumo di frutta e sudore. La mano scivola sul suo fianco, giù verso i reni. Lei geme, alza una gamba, dita sulla fica già bagnata. ‘Guardami,’ sussurra.
Orgasmi Esplosivi nella Camera Fresca
La fisso negli occhi, ipnotizzata dal suo clitoride gonfio che accarezza in cerchi lenti. Io apro le gambe, dita nella mia fica fradicia, succhi che echeggiano nella stanza. ‘Cazzo, sei così bagnata,’ dico, voce rotta. Ci avviciniamo, tette che si schiacciano, lingue nei colli. Le mie dita dentro di lei, tre, pompo forte, lei lecca la mia fica, lingua che vortica sul clito. ‘Leccami più forte, troia!’ grido, orgasmo che mi squassa, squirt che bagna le lenzuola. Lei viene urlando, fica che pulsa intorno alle mie dita, succo che cola sul mio polso. Alterniamo, 69 sudato, culi in aria, dita nel culo mentre lecciamo. Orgasmi a catena, corpi tremanti, urla che coprono il rumore delle onde.
Esauste, dormiamo avvinghiate. Al risveglio, piscina nudi con loro, giochi innocui, pipì sulla siepe ridendo – la sua piscia calda sulle mie chiappe, risate liberatorie. Cena barbecue, gambas grigliate, ma io penso al volo.
Ora, in aeroporto, treno ritardato no, aereo che ronza, fica ancora gonfia e umida nei panties. Ricordo il suo sapore salato, i gemiti, l’anonimato totale. Lontano da casa, ho scopato come una dea. Tornerò? Chissà. Ma quel brivido… eterno.