La Mia Follia Erotica nel Lounge dell’Hotel a Napoli
Ero a Napoli per un viaggio d’affari, eh, quelle riunioni infinite sotto il sole cocente. Sudata, con la camicetta appiccicata alla pelle, entro nel lounge dell’hotel. L’aria condizionata mi gela i capezzoli, istantaneamente duri. Odore di cuoio dei divani, misto a caffè forte e sigari. Mi siedo al bar, ordino un prosecco ghiacciato. Lì, lui. Uno straniero, alto, occhi azzurri, camicia aperta sul petto abbronzato. Sembra francese, o americano? Mi fissa, sorride. ‘Bella serata, no?’ dice con accento sexy. Io arrossisco, ma lontano da casa, beh, nessuno mi giudica.
Parliamo. Si chiama Marc, in città per affari anche lui. Domani mattina ha il volo. Urgenza, già. Le sue mani sfiorano il mio bicchiere, il suo ginocchio tocca il mio sotto il bancone. Calore sale, la fica mi pulsa. ‘Vieni sul mio balcone, vista sul Vesuvio,’ sussurra. Io annuisco, eccitata dall’ignoto. Camminiamo lenti, il rumore del traffico napoletano, clacson e voci. Nel lounge VIP, divani di pelle morbida, ci baciamo. La sua lingua invade la mia bocca, sa di whisky e sale. Mani ovunque, mi stringe il culo, io gli palpo il cazzo già duro attraverso i pantaloni.
L’Incontro Casuale nel Lounge e la Tensione che Sale
Sento la libertà, lontana da tutto. ‘Portami in camera,’ ansimo. Saliamo, ascensore stretto, ci strusciamo. La sua erezione preme contro la mia pancia. Entriamo, clim gelida, persiane aperte sul mare nero. Mi sbatte contro il muro, mi strappa la gonna. ‘Sei una troia italiana,’ ringhia, e io: ‘Scopami forte, straniero.’ Nuda, tette libere, lui le succhia, morde i capezzoli. Gusto del mio sudore salato sulla sua lingua. Mi gira, mi piega sul letto. Fica bagnata esposta, lui la lecca vorace, lingua dentro, succhia il clitoride. ‘Che fica succosa,’ geme. Io urlo, gambe tremanti.
Il Sesso Intenso e Senza Freni nella Camera
Il cazzo, grosso, venoso, mi entra di colpo. ‘Ahhh, sììì!’ grido. Mi pompa duro, palle che sbattono sul mio culo. Sudore cola, sapore salato sulla pelle. Cambio posizione, cavalco, lo guardo negli occhi. ‘Sborrami dentro,’ lo imploro, urgenza del suo volo mi fa impazzire. Lui mi afferra i fianchi, mi sbatte su. ‘Cagna, ti riempio!’ ruggisce. Orgasmos mio violento, squirto sul suo ventre. Lui esplode, sborra calda mi invade la fica, cola fuori. Esausti, corpi appiccicati, odore di sesso e clim.
Al mattino, lo saluto nuda sulla porta. ‘Grazie per la notte,’ sorride. Io riprendo il treno per Milano, sedile vibrante coi motori. Ricordo ogni dettaglio: il suo cazzo in gola, i schiaffi sul culo, la sborra che gocciolava. Finestra sul paesaggio italiano, sole caldo, io sorrido. Anonimato totale, nessuno sa. Lontano da casa, tutto è permesso. Ancora eccitata, mano in borsa, tocco la fica umida. Che viaggio indimenticabile.