La Mia Scopata Selvaggia nel Lounge dell’Hotel sul Mare
Ero partita per una settimana di relax in Puglia, quel sole cocente che ti brucia la pelle, il sapore di sale ovunque. L’albergo a Polignano era un sogno: terrazza sul mare, lounge con divani in cuoio morbido, aria fresca della clim che contrastava con il caldo afoso fuori. Arrivo nel tardo pomeriggio, valigia in mano, sudata fradicia sotto il vestito leggero. Mi siedo al bar del lounge, un prosecco fresco per sciogliermi.
Lo vedo lì, solo, un tipo sulla quarantina, alto, spalle larghe, occhi azzurri da straniero – forse tedesco o olandese, non importa. Indossa una camicia bianca aperta sul petto abbronzato, pantaloni chiari. Mi guarda, sorride. ‘Bella serata, no?’ dice con accento duro, voce bassa. Io annuisco, le gambe che tremano un po’. Lontana da casa, da tutto, mi sento libera. Nessun giudizio, solo desiderio puro.
L’Incontro Casuale al Tramonto nel Lounge
Parliamo, prosecco che scorre. Il cuoio del divano appiccica alle cosce nude, il rumore delle onde sotto, il sole che cala tingendo tutto di rosso. Mi sfiora la mano, ‘Sei italiana, vero? Così sensuale’. Rido, arrossisco. La tensione sale, i capezzoli duri sotto il reggiseno sottile. ‘Domani prendo il treno per Roma’, dice, ‘ma stanotte…’. Non finisce la frase. Mi bacia lì, nel lounge semivuoto, lingua calda, sapore di vino e sale. Cuore che batte forte, figa che si bagna all’istante.
Mi prende per mano, up le scale. Camera mia, numero 204, vista mare. La porta si chiude, clic. ‘Ti voglio nuda’, ringhia, strappandomi il vestito. Resto in perizoma e reggiseno, tette al vento. Mi spinge sul letto, lenzuola fresche di cotone egiziano. Bacia il collo, morde i capezzoli – ahia, che dolore dolce. Mani grosse sui fianchi, scende giù. ‘Apri le gambe’, ordina. Obbedisco, tremante.
Mi lecca la fica attraverso il pizzo bagnato, lingua esperta che preme sul clitoride. ‘Sei fradicia, troia italiana’, mormora. Strappa il perizoma, lo butta via. Bocca sulla passera rasata, succhia le labbra gonfie, dito dentro, poi due. Gemo forte, ‘Sì, leccami, non fermarti!’. Il sapore salato della mia eccitazione, il suo alito caldo, la clim che mi fa venire i brividi sui seni. Mi rigira, cazzo già fuori – grosso, venoso, cappella viola. ‘Prendilo in bocca’, dice. Lo ingoio, sapore muschiato, gola piena, bava che cola.
La Passione Esplosiva nella Camera
Non resiste. Mi butta supina, gambe spalancate. ‘Ti scopo ora’. Entra di colpo, cazzo duro che mi riempie, doloroso e delizioso. ‘Cazzo, che fica stretta!’, grugnisce, pompando forte. Io urlo, unghie nella schiena, ‘Più forte, scopami come una puttana!’. Sudore che cola, corpi che sbattono, letto che cigola. Mi gira a pecorina, schiaffo sul culo, ‘Prendi tutto’. Mi sbatte, palle che sbattono sul clitoride, io vengo, figa che pulsa, squirt sul lenzuolo. Lui continua, bestia, ‘Sto per sborrarti dentro’. ‘Sì, riempimi!’, ansimo. Sborra calda, fiotti dentro, che cola fuori.
Crolliamo, ansimanti. Odore di sesso, sale sulla pelle, cuore che martella. ‘Grazie, amore’, sussurra, si riveste. Bacio veloce, sparisce. Io resto lì, figa dolorante, cosce appiccicose di sborra e umori. Doccia veloce, sapore di lui in bocca.
La mattina dopo, treno per Roma. Finestrino, mare che sfreccia via. Ricordo ogni spinta, l’urgenza, l’anonimato totale. Nessuno sa, solo io e quel brivido. Libera, eccitata ancora. Chissà se lo rivedrò mai. Ma non importa: era perfetto così.