Bloccata in Ascensore: la Mia Scopata Selvaggia Durante il Viaggio a Parigi
Ero a Parigi per un viaggio d’affari, quel luglio canicolare. Caldo da morire, anche di notte. Dopo una giornata di riunioni, mi rifugio nel lounge dell’hotel vicino all’aeroporto. Aria condizionata che mi accarezza la pelle sudata, divani in pelle che scricchiolano sotto il mio culo. Ordino un prosecco fresco, il gusto frizzante sulla lingua.
Lo vedo lì, uno straniero alto, occhi penetranti. Tipo francese, camicia aperta sul petto. Ci scambiamo sguardi. ‘Bella serata, eh?’, dice con accento sexy. Sorrido, allargo le gambe un po’, la gonna sale sulle cosce. Parliamo di viaggi, di questa libertà lontani da casa. Nessun giudizio, solo desiderio. L’urgenza del mio volo domani mattina mi eccita. Finisco il bicchiere, il suo ginocchio sfiora il mio. ‘Andiamo?’, sussurro.
L’Incontro nel Lounge e la Tensione che Sale
Aspettiamo l’ascensore. Porte si chiudono, siamo soli. Una scossa, si ferma. Panico. Sono claustrofobica, cazzo. ‘Merda, ho paura’, ansimo, il cuore che batte forte. Lui mi abbraccia. ‘Calma, bella italiana’. Il suo corpo contro il mio, sudore che cola, sapore di sale sulla pelle. La sua mano scivola sulla mia schiena, io mi stringo. Sento il suo cazzo indurirsi contro la mia pancia. Ehm… non resisto. Lo bacio, violento, denti che sbattono.
Le sue mani aprono la mia camicetta, tette libere, capezzoli duri. Io gli slaccio i pantaloni, quel cazzo grosso salta fuori, vene pulsanti. Mi inginocchio sul pavimento metallico, caldo rovente. Lo prendo in bocca, succhio forte, lingua che gira sul glande. ‘Cazzo, che troia’, geme lui. Gola profonda, lo ingoio tutto, palle in mano, le lecco sudate. Il suo sudore misto al mio, sapore muschiato.
La Scopata Intensa e il Ricordo del Volo
Mi alzo, gli passo un preservativo dalla borsa – sì, le porto sempre, adoro queste avventure. Lo spingo contro la parete, gli volto le spalle, gonna alzata, mutande via. ‘Scopami’, ordino. Entra nella fica fradicia, un colpo secco. ‘Ah sì!’, urlo. Mi incula piano prima, poi forte, pacche sul culo. Il rumore dei nostri corpi, clang dell’ascensore. Mani sui miei fianchi, mi tira i capelli. Io mi tocco il clito, vengo urlando, succhi che colano.
L’ascensore riparte, porte aperte sul corridoio buio. Continuiamo lì, lui mi piega, mi lecca il culo. ‘Vuoi il tuo buco?’, chiede. ‘Sì, inculami forte’. Saliva sul buco, cazzo che spinge, apro per lui. Entra, brucia delizioso. Mi scopa il culo senza pietà, palle che sbattono. ‘Ti riempio’, grugnisce. Tira via la gomma, sborra calda sulle chiappe, sulla schiena. Io tremo, altro orgasmo.
Ci rivestiamo di fretta, ridendo nervosi. ‘Il tuo volo?’, dice. Annuisco, lo bacio un’ultima volta. Esco dall’hotel, aria notturna umida, motori degli aerei in lontananza. Sul taxi verso l’aeroporto, tocco lo sperma secco sulla pelle sotto la gonna. Anonimato totale, solo un ricordo bollente. Lontana da casa, libera di scopare sconosciuti. Non vedo l’ora del prossimo viaggio.