La Mia Crociata Sensuale ad Antiochia: Sesso Torrido nello Scalo
Ero partita da Roma per un viaggio d’affari ad Antiochia, quel posto antico che mi affascina da sempre, con i suoi giardini e i palazzi che odorano di storia proibita. Scalo a Istanbul, ore 22, lounge VIP dell’aeroporto. L’aria condizionata gelida mi fa rabbrividire sotto il vestito leggero, la pelle d’oca sui seni. Mi siedo su un divano di cuoio nero, appiccicoso per l’umidità. Sorseggio un prosecco, il gusto frizzante sulla lingua, mentre il rombo lontano dei motori mi eccita. Lontana da casa, da maritino noioso, qui nessuno mi giudica. Sono libera, come Eleonora d’Aquitaine in crociata.
Lo vedo entrare. Alto, sulla trentina, mora pelle olivastra, occhi neri profondi come un principe saraceno. Abito su misura, camicia aperta sul petto muscoloso. Si siede vicino, il suo profumo di sandalo e sudore mi invade. ‘Italiana?’, mi chiede con accento turco morbido, ma parla la mia lingua perfetto. ‘Sì, da Roma. Tu?’. ‘Da Antiochia, affari. Ma stasera, solo relax’. Sorrido, accavallo le gambe, la gonna sale un po’. Parliamo di viaggi, di libertà in terra straniera. Le sue mani grandi sfiorano il mio ginocchio mentre ride. Sento la fica bagnarsi piano. ‘Sembri una regina’, dice, occhi fissi sulle mie labbra. Io arrossisco, il cuore batte forte. ‘E tu un troubadour pericoloso’. La tensione sale, l’aria si fa densa. Le sue dita salgono sulla coscia, io non le fermo. ‘Ho una suite upstairs, privacy totale. Vieni?’. Esito un secondo, poi: ‘Sì, scopriamo l’Oriente insieme’.
L’Incontro nel Lounge e la Tensione che Sale
Saliamo veloci, ascensore silenzioso, solo il nostro respiro. Appena dentro, mi spinge contro la porta, labbra sulle mie, lingua invasiva, gusto di rakı e sale. Mi strappa il vestito, reggiseno vola. ‘Cazzo, che tette perfette’, ringhia, succhiando i capezzoli duri. Io gemo, mani nei suoi capelli. Lo spingo sul letto, king size con lenzuola fresche di clim. Gli slaccio i pantaloni, il cazzo salta fuori, grosso, venoso, cappella viola gonfia. ‘Mmm, che bestia’, dico leccandomi le labbra. Lo prendo in bocca, lo succhio profondo, saliva che cola, lui geme ‘Brava troia italiana, ingoia tutto’. Lo pompo forte, palle in mano, gusto muschiato in gola. Mi alzo, mi sfilo lo slip bagnato, fica rasata luccicante. ‘Scopami ora, urgente, prima del mio volo’. Mi butta supina, gambe spalancate, entra di colpo, cazzo che riempie, sfrega il clitoride. ‘Ahhh sììì, più forte!’, urlo. Pompa selvaggio, pelli che schiaffeggiano, sudore che cola, sapore di sale sulla sua pelle che lecco. Mi gira a pecorina, mano nei capelli, mi scopa duro, ‘Ti riempio la fica, puttana’. Orgasmo mi travolge, squirto sul letto, lui grugnisce e sborra dentro, caldo fiotti che colano. Rimaniamo ansanti, corpi appiccicati, clim che ci gela i brividi.
Mi rivesto veloce, trucco rifatto, fica che pulsa ancora. ‘Devo andare, volo fra 30 minuti’. Lui sorride, ‘Torna presto, mia regina crociata’. Bacio veloce, esco. Al gate, seduta, ricordo il suo cazzo in bocca, la sborra che ho ingoiato, l’odore di sesso sulla pelle. Finestra sul pistino, motori rombano, decollo verso casa. Anonimato totale, solo un ricordo torride, libertà di viaggiatrice. Come Eleonora con il suo principe, ho vissuto la mia crociata del piacere. Chissà, prossimo scalo…