Giovane donna seducente

La Mia Notte di Fuoco in Svizzera: Sesso Selvaggio con uno Sconosciuto nel Lounge dell’Hotel

Ero partita da Milano per un viaggio d’affari a Friburgo, in Svizzera. Volo corto, ma quel tepore umido estivo italiano sulla pelle, mescolato al sudore, mi aveva lasciato un velo di sale sulle cosce. Atterraggio a Ginevra, transfer in taxi verso la Pension delle Marmotte, un hotel carino tra le Alpi. Il sole pallido filtrava dalle finestre, aria fresca che pizzicava la pelle nuda sotto il vestito leggero. Entro nel lounge del bar, bancone di cuoio morbido e consumato, odore di legno e génépi. La clim ronza piano, brividi sulla schiena. Mi siedo, ordino un drink. ‘Buonasera’, dice lui, sedendosi accanto. Helmut, svizzero, alto, occhi azzurri penetranti, camicia aperta sul petto villoso. ‘Turista?’, chiedo io, Alessandra, 32 anni, milanese doc, single e affamata di avventure. Ridiamo, parliamo di lavoro – lui nel commercio di formaggi, che ironia. Mani sfiorano i bicchieri, ginocchia che si toccano sotto il bancone. Sento la fica pulsare, l’urgenza del mio volo di ritorno domani mattina mi eccita di più. ‘Andiamo di sopra?’, sussurra, voce roca. Annuisco, cuore che batte forte.

💸Diventa modella webcamOltre il 50% dei guadagni · Pagamenti giornalieri · 60 M di visite/giornoScopri di più →

La porta della mia junior suite si chiude con un clic. Lo spingo contro il muro, bacio famelico, lingue che si intrecciano, sapore di génépi e saliva. Mani sue sotto il vestito, palpano tette sode, capezzoli duri. ‘Sei bagnata fradicia’, ringhia, dita che scivolano nella fica rasata, umida di desiderio. Lo spoglio, cazzo svizzero enorme, venoso, cappella gonfia. ‘Mmm, che bestia’, gemo, inginocchiandomi. Lo prendo in bocca, succhio piano poi vorace, saliva che cola, palle pelose in mano. Geme forte, ‘Brava italiana, succhialo tutto’. Mi alzo, lo butto sul letto king size, clim gelida che contrasta coi nostri corpi roventi. A cavalcioni, guida il cazzo dentro la fica stretta, ‘Ahhh sììì!’, urlo, lo cavalco piano, poi selvaggia, tette che rimbalzano. ‘Scopami duro, Helmut! Riempi la mia figa italiana!’. Mi gira a pecorina, manate sul culo, cazzo che sbatte profondo, palle che schiaffeggiano il clitoride. Sudore salato sulla schiena, odore di sesso che riempie la stanza. ‘Ti piace il mio corno alpino?’, ansima. ‘Sììì, fammi venire, sborra dentro!’. Accelerata furiosa, orgasmo che mi squassa, figa che si contrae, lui esplode, sperma caldo che cola dalle labbra della fica. Ci accasciamo, ansimi, corpi appiccicosi.

L’Incontro Fortuito nel Lounge Alpino

La mattina dopo, sveglia presto. Helmut già sparito, solo un biglietto: ‘Grazie per la notte indimenticabile. Anonymat eterno’. Rido, figa ancora gonfia e dolorante, profumo di lui sulle lenzuola. Doccia veloce, sale del sudore lavato via, ma il ricordo brucia. In aereo per Milano, motori che rombano, vibrazioni che mi fanno fremere. Penso al suo cazzo duro, al modo in cui mi ha sfondata senza pietà, liberi in quel limbo alpino. Lontana da casa, nessuno mi giudica. Anonymat totale, solo io e questo brivido segreto. Non vedo l’ora del prossimo viaggio.

Similar Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *