L’Avventura Torrida nel Lounge dell’Aeroporto di Milano
Ero di ritorno da un viaggio d’affari a Milano. L’aeroporto Malpensa brulicava di gente, l’aria calda e umida mi si appiccicava alla pelle. Sudavo sotto il sole italiano di fine estate, il sale che pizzicava sulle labbra. Ho deciso di rifugiarmi nel lounge VIP, con il mio boarding pass premium. L’aria condizionata mi ha investita come una carezza gelida, contrastando il calore esterno. I sedili in cuoio morbido scricchiolavano sotto il mio peso, odoravano di lusso e pelle conciata.
Lì, in quel nido di privacy, l’ho notato. Un uomo sulla quarantina, straniero, forse scandinavo. Alto, spalle larghe, occhi azzurri che trafiggevano. Sedeva con un drink in mano, camicia sbottonata quel tanto che bastava per intravedere il petto villoso. I nostri sguardi si sono incrociati. Ho sorriso, lui ha ricambiato. ‘Buonasera’, ho detto, sedendomi vicina. ‘Sei italiana?’, mi ha chiesto con accento morbido. ‘Sì, e tu?’. ‘Norvegese, in transito per Oslo’. Il suo volo fra un’ora, il mio fra due. Perfetto.
L’Incontro Casuale nel Lounge VIP
Abbiamo chiacchierato. Vino prosecco fresco, bollicine che pizzicavano la lingua. La sua mano ha sfiorato la mia coscia, casuale ma no. Sentivo il cuore battere forte, l’eccitazione dell’ignoto. Lontana da casa, da Roma, nessuno mi giudicava. Ero libera. ‘Mi piaci’, ha sussurrato. ‘Andiamo in un posto più intimo?’. Il lounge aveva angoli nascosti, dietro tende pesanti.
Ci siamo alzati, le sue dita intrecciate alle mie. Il rumore dei motori in lontananza, vibrazioni che mi salivano per le gambe. Dietro la tenda, mi ha spinta contro il muro. Le sue labbra sulle mie, sapore di whisky e sale. Mani ovunque. Mi ha slacciato la gonna, dita ruvide sulla fica già bagnata. ‘Sei fradicia’, ha ringhiato. Io gli ho palpato il cazzo attraverso i pantaloni, duro come ferro, enorme.
Il Sesso Intenso e Senza Freni
Gliel’ho tirato fuori, venoso e pulsante. ‘Cazzo, che bestia’, ho gemuto. L’ho preso in bocca, succhiando forte, la lingua che girava sulla cappella. Gusto salato del presperma. Lui gemeva, ‘Brava troia italiana’. Mi ha afferrato i capelli, scopandomi la gola. Io tossivo, ma adoravo. Poi mi ha girata, gonna alzata, mutande strappate. Il suo cazzo mi ha penetrata di colpo, fino in fondo. ‘Ahhh!’, ho urlato piano. Mi martellava, palle che sbattevano sul culo. La clim ronzava, sudore che colava, odore di sesso crudo.
‘Più forte!’, lo imploravo. Lui mi teneva i fianchi, spinte violente. Sentivo la fica gonfia, clitoride sfregato. ‘Vengo!’, ha grugnito. Mi ha riempita di sborra calda, che colava sulle cosce. Io tremavo, orgasmo che mi squassava. Un minuto eterno, poi via. Ci siamo rivestiti in fretta, baci frettolosi.
Torno al gate, gambe molli, fica che pulsa ancora. Il suo sperma dentro di me, segreto. Lui è partito prima, anonimo totale. Sul volo, ripenso al cuoio appiccicoso, al suo odore muschiato, al brivido dell’urgenza. Lontana da casa, tutto è permesso. Non lo rivedrò mai, e questo mi eccita di più. Prossima tappa, chi sa…