L’Incontro Infuocato nel Lounge dell’Aeroporto
Ero in viaggio d’affari verso la Sicilia, un weekend di riunioni sul porto di Catania. L’aeroporto di Milano era un caos, ma nel lounge VIP, con il suo divano in cuoio morbido e fresco contro la pelle sudata dal caldo estivo, ho trovato pace. Il rumore attutito dei motori in lontananza, l’aria condizionata che mi faceva venire i brividi sui capezzoli sotto la camicetta leggera. Ordino un prosecco, e lì, seduto di fronte, un uomo robusto, tipo ex soldato, occhi scuri e mani grandi. ‘Bella serata per volare, eh?’, mi dice con un sorriso sfacciato. Io annuisco, le gambe accavallate, sentendo il suo sguardo scivolare sulle mie cosce.
Parliamo, lui è Lucien, di passaggio per lavoro. Ride delle mie battute, io gli sfioro il braccio ‘per caso’. L’eccitazione sale, l’aria si fa densa. ‘Sembri una che non ha paura di nulla’, mormora, e io: ‘Lontano da casa, chi mi giudica?’. Le sue dita sfiorano il mio ginocchio, io non mi sposto. Il calore del suo corpo contro il cuoio freddo, il sapore salato della mia pelle che immagino sulla sua lingua. ‘Andiamo?’, chiedo, il cuore che batte forte. Fuori, un hotel anonimo vicino all’aeroporto, urgenza del volo che parte tra poche ore.
La Tensione nel Lounge
In camera, la clim gelida ci fa rabbrividire. Lo spingo sul letto, gli slaccio i pantaloni. Il suo cazzo è già duro, grosso, venoso. ‘Mmm, che bestia’, dico inginocchiandomi. Lo lecco dalla base alle palle, succhio la cappella gonfia, lo prendo in gola fino a sbavare. Lui geme: ‘Cazzo, sei una troia perfetta’. Mi alzo, mi levo la gonna, mutande zuppe. ‘Leccami’, ordino. Mi sdraio, gambe aperte, lui infila la lingua nella fica bagnata, succhia il clitoride turgido, due dita dentro che mi fottono piano. Io gemo, tiro i suoi capelli: ‘Sì, così, mangiami tutta!’. Il sapore del mio umore salato sulla sua bocca, il suo naso che preme sul mio bucco.
Non resisto, lo cavalco. Il cazzo entra di colpo, mi riempie fino in fondo, la fica che si contrae. ‘Scopami forte!’, urlo. Lui mi afferra i fianchi, mi sbatte su e giù, i suoi colpi potenti che mi fanno urlare. Cambio posizione, a pecorina: mi spacca la fica con spinte violente, una mano sul clito, l’altra che mi schiaffeggia il culo. ‘Ti piace, puttana?’, ‘Sì, fottimi più duro!’. Provo il suo culo con un dito, lui ansima. Poi mi gira, mi penetra missionario, le sue palle che sbattono sul mio ano. Viene dentro di me con un ruggito, il suo sperma caldo che mi inonda. Io squirto sul suo cazzo, tremando.
L’Escalation in Hotel e il Ricordo
Non basta. Mi fa piegare sul tavolo, mi incula piano prima con le dita, poi con il cazzo lubrificato dal mio succo. ‘Prendilo tutto nel culo!’, grugnisco. Mi pompa senza pietà, alternando fica e ano, fino a un’altra sborrata dentro. Esausti, sudati, corpi appiccicosi.
Ora sono sul volo di ritorno, il sedile vibra coi motori, la fica ancora dolorante e piena del suo seme. Nessun nome vero, nessun numero. Solo quel ricordo torride, l’anonimato che rende tutto perfetto. Lontano da casa, tutto è permesso.