L’Avventura Erotica nel Lounge dell’Hotel al Mare
Ero in vacanza in Puglia, quel sole italiano che ti brucia la pelle, il sale del mare che resta appiccicoso sulle cosce. L’hotel era uno di quelli lussuosi, lobby con lounge VIP, divani in cuoio morbido che scricchiolano sotto il peso, aria condizionata che ti fa venire i brividi dopo la spiaggia. Mi siedo al bar, vestitino leggero, gambe accavallate, un prosecco in mano. Lui entra, straniero, alto, occhi scuri, camicia sbottonata che lascia intravedere il petto abbronzato. Si siede vicino, ‘Buonasera, bellissima. Italiana?’. Sorrido, ‘Sì, e tu?’. Tedesco, in viaggio d’affari, parte domani con il volo per Monaco. Parliamo, risate, i suoi sguardi scivolano sulle mie tette, io sento la fica che si bagna piano. La sua mano sfiora la mia sul bracciolo di cuoio, calore che sale. ‘Andiamo a fare un giro?’, sussurra. No, resto qui, ma lo tiro verso il lounge semibuio, angolino appartato. Le sue labbra sulle mie, sapore di whisky e sale mio. Mani ovunque, lui palpa il mio culo sodo, io stringo il suo cazzo già duro attraverso i pantaloni. ‘Cazzo, sei bollente’, mi dice. Urgenza, domani vola via, nessuno ci conosce, lontana da casa, libera.
Lo trascino in camera, ascensore che puzza di profumo caro, porta che sbatte. Clim gelida, pelle d’oca sui capezzoli duri. Lo spingo sul letto, gli abbasso i pantaloni: cazzo grosso, venoso, cappella viola gonfia. ‘Voglio succhiartelo’, dico, e lo prendo in bocca, saliva che cola, lo lecco dalle palle al glande, gusto salato di sudore. Geme, ‘Fottimi con la bocca, troia italiana’. Io godo, fica che pulsa, mi tocco sotto la gonna, dita bagnate nella fessura larga. Mi sdraio, apro le cosce: ‘Leccami’. Lingua dentro, succhia il clito, io urlo piano, ‘Sì, mangiami la fica, più forte’. Mi infila due dita, pompa, io squirto un po’ sul lenzuolo. Poi mi gira, a pecorina, culo in alto, ‘Scopami ora’. Entra di colpo, cazzo che spacca, palle che sbattono sul mio clito. ‘Che fica stretta, cazzo!’, grugnisce, mi tira i capelli, spinge profondo. Io vengo prima, pareti che si stringono, ‘Sto venendo, non fermarti!’. Lui accelera, sudore che gocciola sulla mia schiena, ‘Ti riempio, puttana’. Sborra caldo dentro, fiotti che colano dalle labbra della fica, gemiti rauchi. Ci lecciamo dopo, corpi appiccicosi, odore di sesso nell’aria.
L’Incontro Casuale e la Tensione Crescente
Dopo, doccia veloce, acqua calda che lava il sale e lo sperma. Lui si riveste, ‘Devo andare, volo presto’. Bacio ultimo, anonimo totale, non nomi, solo piacere. Lo guardo dalla finestra mentre sale in taxi, motori che rombano verso l’aeroporto. Io resto lì, fica ancora gonfia, capezzoli sensibili sotto la maglietta. Ricordo il suo cazzo in gola, il sapore, l’urgenza del ‘domani parto’. Lontana da casa, nessuno giudica, solo libertà pura. Ogni onda del mare mi fa rivivere quel pompino, quella sborrata dentro. Torno a casa col treno, vibrazioni che mi stuzzicano, sorridendo al ricordo. Anonymat perfetto, avventura che brucia ancora.