L’Incontro Bollente nel Lounge dell’Aeroporto di Parigi

Ero a Parigi per lavoro, negoziazioni estenuanti in una piccola ditta di import-export. Fine giornata, lounge VIP all’aeroporto Charles de Gaulle. L’aria condizionata gelida mi accarezzava la pelle, un brivido sotto il vestito leggero. Seduta sul divano in pelle nera, sudata per il caldo del giorno, sentivo il sapore di sale sulle labbra. Rumore sordo dei motori in lontananza, gente che correva.

Lo vedo entrare. Capelli lunghi castani, viso delicato, alto e snello. Jeans attillati, camicia sbottonata. Sembra una ragazza da lontano, ma gli occhi neri, intelligenti, lo tradiscono. Si siede vicino, whisky in mano. ‘Buonasera’, dico con accento italiano marcato. Sorride, arrossisce. ‘Nico’, si presenta, studente in informatica di ritorno da un colloquio. Voce rauca, sensuale. Parliamo, corpi vicini sul cuoio appiccicoso. La mia mano sfiora la sua spalla, pelle liscia, freme. ‘Sei teso’, sussurro. Lui annuisce, rosso in viso.

La Tensione nel Lounge

Ordiniamo altri drink. Il mio gin tonic sa di limone fresco, il suo whisky single malt, 12 anni, gli sale alle guance. La tensione cresce, gambe che si sfiorano. ‘Sei lontano da casa, vero? Qui nessuno ci giudica’, dico ridendo piano. Lui mi guarda, occhi che brillano. Mano sulla coscia, non si sposta. Calore del suo corpo contro il freddo della sala. ‘Ho una camera in un hotel qui vicino, scalo prima del volo’, propongo. Annuisce, eccitato. Ci alziamo, urgenza nel passo.

Camminiamo veloci, aria estiva parigina umida, sole calante. Hotel capsule all’aeroporto, stanza minuscola, letto king size, aria gelida che ronza. Ci chiudiamo dentro. Labbra sulle sue, bacio vorace, lingue che si intrecciano. Gusto di whisky in bocca. Mani nei capelli lunghi, lo spingo sul letto. Strappo la camicia, petto liscio, capezzoli rosa duri. Li lecco, li mordo piano, geme forte. ‘Cazzo, sì…’, ansima.

L’Esplosione di Passione

Gli abbasso i jeans, cazzo duro che salta fuori, grosso, venoso. Non enorme come nei sogni, ma perfetto. Lo afferro, pelle calda, pre-eiaculato appiccicoso. ‘Voglio succhiartelo’, dico. Mi inginocchio, lo prendo in bocca, lingua sul glande, succhio piano. Lui ansima, mani nei miei capelli. ‘Aspetta… non così presto’. Mi tira su, mi spoglia. Vestito a terra, mutande bagnate. Mi sdraio, lui tra le mie cosce. Lecca la fica fradicia, lingua dentro, clit torbido. ‘Sei deliziosa, salata’, mormora. Dita che entrano, due, tre, mi fotto forte.

Non resisto. ‘Scopami ora’. Si mette sopra, cazzo che spinge, entra piano, mi riempie. Gemiti nostri, letto che sbatte. Sudore che cola, sapore salato sulla pelle. Lo cavalco, tette che ballano, lui le stringe. ‘Più forte, troia italiana’, ringhia. Cambio posizione, a pecorina, mi sbatte duro, palle che schiaffeggiano. ‘Vengo…’, grida. Sborra dentro, caldo fiotto. Io esplodo dopo, fica che pulsa, urlo.

Ci accasciamo, corpi appiccicosi di sudore e sborra. Ride piano, io pure. ‘Devo prendere il volo per Roma’. Doccia veloce, odore di sapone. Lo bacio un’ultima volta nel lobby, ‘Anonimi per sempre’. Sul gate, seduto in aereo, rombo motori, rivivo tutto: il suo cazzo in bocca, il sapore, la libertà di quell’eskalo. Cuore che batte ancora forte, fica umida sotto la gonna. Lontano da casa, tutto è permesso.

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