La Mia Escale Bollente nel Lounge dell’Aeroporto

Ero a Fiumicino, in attesa del mio volo per New York. Viaggio d’affari, stanca morta dopo una giornata di riunioni a Roma. Il sole italiano mi aveva lasciata con la pelle salata, sudata, quel gusto di mare anche se ero in città. Entro nel lounge VIP, aria condizionata gelida che mi fa venire i brividi sui capezzoli. Mi siedo su una poltrona di pelle nera, morbida, che scricchiola sotto il mio culo. Ordino un prosecco fresco, bollicine che pizzicano la lingua.

Lo vedo lì, al bar. Alto, occhi azzurri, camicia sbottonata quel tanto che basta per intravedere i pettorali abbronzati. Straniero, forse francese o americano. Mi guarda, sorride. Io ricambio, gambe accavallate, la gonna che sale un po’. ‘Buonasera’, dice con accento sexy. ‘Posso offrirti un altro drink?’ Io annuisco, sento già il calore tra le cosce. Parliamo. Si chiama Alex, di passaggio per Milano. Voli che si incrociano, come noi. La sua mano sfiora la mia sul bicchiere, elettricità. L’aria è densa, odore di cuoio e del suo profumo muschiato. ‘Hai fretta?’, chiedo ridendo. ‘Il mio volo è tra due ore’. Lui: ‘Basta per divertirci’. Cuore che batte forte. Lontana da casa, da tutto, nessuno mi giudica.

L’Incontro Casuale e la Tensione che Sale

Ci alziamo, andiamo verso l’hotel transit dell’aeroporto. Ascensore, corpi vicini, il suo respiro sul collo. ‘Voglio leccarti tutta’, mi sussurra. Io gemo piano, ‘Fallo’. Entriamo in camera, porta che sbatte. Luci basse, ronzio dei motori lontani. Mi spinge contro il muro, bacia la bocca con urgenza, lingua che invade. Mani ovunque: slaccia la blusa, succhia i capezzoli duri come sassi. ‘Sei bagnata fradicia’, dice infilando dita nella mia fica rasata. Io ansimo, ‘Scopami, cazzo’. Lo spingo in ginocchio, gli tiro giù i pantaloni. Il cazzo è grosso, venoso, duro come ferro. Lo prendo in bocca, succhio forte, saliva che cola, gusto salato di precum. Geme, ‘Brava troia italiana’.

Il Sesso Intenso nella Camera dell’Hotel Transit

Mi butta sul letto, lenzuola fredde contro la pelle rovente. Mi apre le gambe, lecca la fica con foga, lingua sul clito che mi fa tremare. ‘Urlo, sììì!’. Poi mi gira, a pecorina. Sputa sul buco del culo, infila un dito, poi due. ‘Ti sfondo tutto’. Entra nella fica prima, colpi potenti, palle che sbattono sul mio clito. ‘Più forte!’, grido. Cambia, spinge nel culo piano, poi violento. Dolore e piacere misti, mi masturbo la fica mentre mi incula. sudo, puzzo di sesso, clim che ronza. Viene dentro, sperma caldo che cola. Io squirto sul letto, orgasmo che mi spacca.

Doccia veloce, acqua bollente che lava il sudore e il suo seme. ‘Non dirmi niente di te’, dico vestendomi. Sorriso complice. Esco, anonymat totale. Al gate, seduto in aereo, decollo con il rumore dei motori. Ricordo il suo cazzo in bocca, il sapore del mio umore sulla sua lingua, il bruciore nel culo. Libera, viva. Prossima volta, chissà. Ma questo resta mio, segreto.

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