La Mia Escale Infuocata all’Aeroporto di Roma

Ero in viaggio d’affari da Napoli a Milano, scalo a Fiumicino. L’aria condizionata del lounge VIP mi gelava la pelle, profumava di cuoio pregiato e caffè forte. Seduta sul divano morbido, con le gambe accavallate, sorseggiavo un prosecco ghiacciato. Il sole italiano filtrava dalle vetrate, caldo contro il freddo artificiale. Pensavo alla libertà di essere lontana da casa, nessuno che mi giudica, solo l’urgenza del prossimo volo.

Lo vedo entrare. Ehm… è lui. Luca, il mio primo ragazzo a quattordici anni, quello della mia prima vera scopata. Occhi magnetici, bocca perfetta, denti bianchi. Ora è un uomo, elegante, camicia attillata che segna i muscoli. Il cuore mi batte forte. Ci guardiamo, un lampo. ‘Ciao… sei tu?’, balbetto, nervosa. Si avvicina, sorriso malizioso. ‘Non ci credo, dopo tutti questi anni.’ Ci sediamo vicini, ginocchia che si sfiorano. Parliamo del passato, delle cazzate da adolescenti. Io mi scuso per le voci che ho sparso, lui ride. ‘Eri una troietta già allora.’ L’alcol scalda, il suo profumo maschio mi invade. Sento la fica bagnarsi piano, sotto la gonna. Le sue mani sfiorano la mia coscia, casuale? No, intenzionale. ‘Mi fai ancora effetto’, sussurra. Io arrossisco, ma lo guardo negli occhi. ‘E tu mi fai venire voglia di tutto.’ La tensione sale, il lounge si svuota un po’. Il rumore dei motori lontani, il ticchettio degli annunci. So che il mio volo è tra un’ora, urgenza pura.

L’Incontro Casuale nel Lounge VIP

Non resisto. ‘Vieni’, gli dico, tirandolo per la mano verso i bagni privati del lounge, una cabina lussuosa con doccia. Chiudo la porta, lo spingo contro il muro freddo. Le nostre bocche si incollano, lingue voraci, saliva calda. ‘Cazzo, quanto mi sei mancata’, geme lui, mani che mi strizzano i tette sode. Io gli slaccio i pantaloni, il cazzo salta fuori, duro come ferro, vene gonfie, cappella lucida di pre-sborra. ‘Che bel cazzo, Luca’, ansimo, inginocchiandomi sul pavimento piastrellato. Lo prendo in bocca, profondo, succhio forte, lingua che gira sulla cappella. Gusta salato, il suo sapore di uomo. Lui mi afferra i capelli, ‘Brava, succhialo tutto, troia.’ Io gemo, la bocca piena, saliva che cola. Mi alzo, mi tiro su la gonna, mutande da parte. ‘Scopami ora, forte.’ Mi gira, mani sul lavandino, specchio che riflette i nostri corpi sudati. Entra di colpo nella fica fradicia, un colpo secco. ‘Ahhh! Sììì!’, urlo piano. Pompa selvaggio, palle che sbattono sul mio culo, clac clac. La clim ronzante copre i gemiti. Mi infila due dita nel culo, ‘Ti piace, eh?’. ‘Sì, fottimi lì dopo!’ Cambio posizione, gambe intorno al suo bacino contro il muro. Mi lecca i capezzoli duri, morde. Io vengo prima, orgasmo che mi trema le cosce, fica che stringe il suo cazzo. ‘Sto venendo!’, grida lui, tirandolo fuori e schizzandomi in bocca. Sborra calda, densa, la ingoio tutta, gusto amaro-salato. Ci rivestiamo ansimando, sudore che cola, odore di sesso nell’aria.

Torno al gate di corsa, il cuore ancora a mille. Il suo sperma mi scalda la gola, la fica pulsante sotto le mutande umide. Lo vedo laggiù, sorride complice. Nessun nome, nessun numero, solo anonymat totale. Il mio volo chiama, motori che rombano. Mi siedo in aereo, finestre appannate dal mio fiato caldo. Ripenso al suo cazzo in gola, ai colpi violenti, alla libertà di quell’escala. Lontana da casa, tutto è permesso. Ancora eccitata, tocco piano tra le gambe mentre decolliamo. Un ricordo torride che mi accompagnerà per sempre.

Similar Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *