L’Incontro Bollente nel Lounge dell’Aeroporto di Palermo
Ero in vacanza al mare in Sicilia, quel sole cocente che ti brucia la pelle, il sapore di sale sulle labbra dopo una giornata in spiaggia. Fine agosto, Palermo aeroporto, lounge VIP per il mio volo di ritorno verso Milano. Aria condizionata gelida che mi fa venire i brividi sotto il vestitino leggero, sudato. Mi siedo al bancone del bar, un prosecco fresco in mano, gambe accavallate. Lui è lì, straniero, alto, occhi azzurri penetranti, camicia bianca aperta sul petto abbronzato. Americano, credo, businessman in transito. ‘Bella serata per volare?’, mi dice con accento sexy, sorridendo. Io arrossisco, il cuore batte forte. Lontana da casa, nessuno mi conosce, posso essere me stessa, libera.
Parliamo, flirt leggero. Mi offre un altro drink, le sue mani sfiorano le mie, elettricità pura. ‘Sei italiana? Hai quel fuoco negli occhi’, sussurra. Io rido, nervosa, ma la fica già pulsa, bagnata sotto le mutandine. Il lounge è semivuoto, divani in pelle morbida che scricchiolano. Ci spostiamo in un angolo, ginocchia che si toccano. La sua mano sale sulla mia coscia, lenta, audace. ‘Vieni via con me un attimo’, mi dice, voce bassa. Io esito, ma l’eccitazione dell’ignoto mi travolge. Prendiamo l’ascensore per le camere dell’hotel annesso, il suo volo tra due ore, il mio tra tre. Urgenza totale.
La Tensione che Sale nel Lounge
Nella stanza, porta chiusa, ci divoriamo. Mi sbatte contro il muro, bocca sulla mia, lingua invadente, sapore di whisky e sale. ‘Ti voglio nuda ora’, ringhia. Strappa il vestitino, tette libere, capezzoli duri. Le sue mani ovunque, dita che scavano nella fica fradicia. ‘Cazzo, sei inzuppata’, geme. Io gemo, ‘Fottimi, presto’. Lo spingo sul letto, gli slaccio i pantaloni, cazzo enorme, venoso, duro come ferro. Lo prendo in bocca, succhio forte, saliva che cola, lui mi afferra i capelli. ‘Brava troia italiana’. Poi mi gira, a pecorina, mi lecca il culo, lingua nel buco stretto. Infilo due dita nella fica, masturbandomi mentre lui mi prepara.
L’Urgenza del Sesso e l’Addio Anonimo
Mi penetra di colpo, cazzo grosso che mi spacca, dolore piacere misto. ‘Ah sì, più forte!’, urlo. Pompa selvaggio, palle che sbattono sul clitoride, sudore che cola, clim ronzante in fondo. Io vengo prima, spasmi violenti, squirto sul lenzuolo. Lui continua, mi ribalta, missionario, gambe spalancate. ‘Guardami mentre ti riempio’. Spingo i fianchi, fiche che stringe il suo uccello, odore di sesso pesante. Viene dentro, sperma caldo che mi inonda, grida rauco. Resto lì, ansimante, fica che gocciola, sapore suo sulla lingua.
Doccia veloce, corpi lavati, ma il ricordo brucia. ‘Ci rivediamo?’, chiedo ridendo. ‘Forse in un altro aeroporto’, strizza l’occhio. Scendo, riprendo il volo, sedile vibra coi motori. Fuori, sole calante sul mare siciliano. Anonimato totale, nessuno saprà. Solo io, col sapore di sborra in bocca, la pelle ancora fremente. Libera, eccitata dall’ignoto. Che viaggio.