La Mia Scopata Folle nel Lounge dell’Aeroporto di Roma
Ero a Fiumicino, Roma, lounge VIP. Volo per Cagliari, vacanze al mare in Sardegna. Caldo afoso fuori, dentro aria gelida della clim, odore di cuoio dei divani. Io, Sofia, 34 anni, vestitino leggero che lascia poco all’immaginazione. Capelli sciolti, pelle olivastra che sa di sole italiano.
Lo vedo lì, seduto di fronte. Testa tonda, rossa per il caldo o il vino, pancia enorme che sporge dalla camicia sbottonata. Piedi piccoli nelle scarpe lucide. Sembra un dinosauro elegante, ma occhi vivaci, penetranti. Straniero, forse tedesco, viaggio d’affari. Mi guarda, sorrido. ‘Ciao, aspetti il volo?’, dico con voce bassa, sensuale.
L’Incontro nel Lounge e la Tensione che Sale
Parliamo. Vino bianco fresco, bollicine in gola. Ride, mano grassa sulla mia coscia. ‘Sei italiana? Bellissima.’ Tensione sale. Gambe che si sfiorano sul cuoio morbido. Sento la fica che si bagna, mutandine umide. Lontano da casa, nessuno mi conosce. Libertà pura. ‘Andiamo via da qui?’, sussurra. Annuisco, cuore che batte forte.
Usciamo, taxi rapido all’hotel capsule dell’aeroporto. Camera minuscola, clim che ronza, lenzuola fresche. Chiude la porta, mi spinge contro il muro. Bacio bagnato, lingua grassa che invade la bocca. Mani ovunque, slaccia il vestitino. Seni liberi, capezzoli duri. ‘Cazzo, che tette perfette’, grugnisce. Io gli tiro giù i pantaloni: cazzo enorme, spesso, vene gonfie, rognoni pelosi che pendono.
Mi sdraio sul letto, gambe aperte. ‘Leccami’, ordino. Si inginocchia, pancia che tocca il materasso. Lingua su fica rasata, clitoride gonfio. Succhia forte, dita dentro, lubrifica. Gemo, ‘Sì, così, mangiami la figa.’ Odore di sesso, sudore salato. Mi gira, cazzo in bocca. Succhio, gola piena, saliva che cola. ‘Brava troia italiana’, ansima.
Il Sesso Crudo in Hotel e l’Addio con il Volo
Mi monta. Peso enorme, ma eccitante. Cazzo spinge nella fica stretta, riempie tutto. ‘Ahhh, scopami forte!’, urlo. Colpi violenti, pancia che sbatte sui fianchi, tette che ballano. Sudore che gocciola, gusto salato sulla pelle. Mi gira a pecorina, mano nei capelli, pompa come un animale. ‘Ti riempio di sborra’, ringhia. Io contrao muscoli, ‘Vieni dentro, fammi incinta di sconosciuto.’
Orgasmo mio prima, trema tutto il corpo, squirto sul suo cazzo. Lui esplode, fiotti caldi in profondità, trabocca. Resta dentro, ansima. Pochi minuti, allarme telefono. ‘Devo andare al gate.’ Si stacca, sborra che cola sulle cosce. Bacio veloce, ‘Grazie, bella.’ Esco, gambe molli, aria notte umida, rumore motori aerei.
Al gate, seduta, volo decolla. Finestra, luci Roma sotto. Ricordo cazzo in bocca, fica piena, urgenza del tempo. Nessuno sa, anonimato totale. Sorriso, mano tra gambe discreta. Escitazione ancora, promessa di prossime avventure. Lontano da casa, tutto è permesso.