La Mia Avventura Erotica nel Lounge dell’Hotel Sopra il Teatro

Ero a Milano per un viaggio d’affari, caldo umido che ti si appiccica alla pelle come una promessa. Check-in in quell’hotel fighetto vicino al centro, aria condizionata che ti gela i capezzoli sotto la camicetta leggera. Salgo al lounge VIP, terrazza sospesa sopra una sala con un vaudeville del cazzo in scena. Risate finte, attori che saltellano come idioti, pubblico in smoking d’epoca. Io ordino un prosecco, seduto al bancone di cuoio caldo, lui. Straniero, occhi scuri, camicia aperta sul petto abbronzato. ‘Sei italiana?’, mi fa con accento francese, sorriso da predatore. ‘Sì, e tu?’, rispondo, gambe accavallate, sentendo già il brivido.

Parliamo, flirt. Lui in città per una fiera, io per meeting noiosi. Il rumore delle risate dal basso copre le nostre parole basse. ‘Mi fai impazzire’, sussurra, mano sulla mia coscia sotto il tavolo. Cuore che batte forte, fica che si bagna piano. Lontana da casa, nessuno mi conosce. Libertà pura. ‘Andiamo di sopra?’, propongo, indicando gli scalini tecnici verso gli impalcaggi per le luci, nascosti. Annuisce, occhi famelici. Saliamo, buio, metallo freddo sotto le mani, aria calda che sale dal basso.

L’Incontro Fortuito nel Lounge

Lassù, soli, corpi che si incollano. Baci bagnati, lingua che sa di whisky e sale. Strappa bottoni, seni liberi, capezzoli duri tra le sue dita. ‘Cazzo, sei perfetta’, geme. Io gli slaccio i pantaloni, cazzo duro che salta fuori, venoso, cappella gonfia. Lo prendo in mano, lo masturbo piano, pre-eiaculato che cola appiccicoso. Lui mi alza la gonna, mutande da parte, dita dentro la fica fradicia. ‘Sei inzuppata, troia’, ride piano. Mi lecca, lingua su clitoride, succhia come affamato, io gemo, ‘Sì, leccami forte!’. Rumore di passi pesanti dal basso, risate epilettiche, ci eccita di più.

La Passione Esplosiva nelle Altezze

Non resisto. Mi giro, appoggio al tubo metallico, culo in aria. ‘Scopami ora’, ordino. Entra di colpo, cazzo che mi riempie, strette pareti che lo stringono. Spinge violento, palle che sbattono sul mio clito. ‘Prendilo tutto, puttana!’, grugnisce. Io spingo indietro, unghie nella sua schiena. Cambiamo, io sopra, cavalco selvaggia, fica che ingoia il suo uccello fino in fondo. Sudore che cola, sapore salato sulla pelle, clim che sibila lontana. Gemiti nostri si mischiano al caos sotto. Lui mi sbatte missionario contro la rete, gambe spalancate, ‘Vengo dentro!’, urla. Sborra calda che mi inonda, contrazioni che mi fanno squirtare sul pavimento metallico.

Gocce di sperma colano dalla mia fica, cadono piano… splash laggiù sulla scena. Attori pausano, pubblico zittito, ma noi ridiamo piano. Ci rivestiamo veloci, corpi tremanti. ‘Meraviglioso’, mi bacia. Scendo, prendo il mio bagaglio. Treno per Roma fra un’ora, lui sparito nell’anonimato. Seduta in carrozza, vibrazioni sui binari, ricordo il suo cazzo dentro, sborra che ancora gocciola nelle mutande. Urgenza del viaggio, nessuno sa. Solo io, libera, già vogliosa del prossimo sconosciuto.

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