L’Incontro Selvaggio nel Lounge dell’Aeroporto: La Mia Scopata Torrida Prima del Volo
Ero stanca morta, diretta a Catania per le mie vacanze al mare in Sicilia. Volo da Milano Linate, lounge VIP grazie alla carta fedeltà. Aria fresca della clim, odore di cuoio dei divani, rumore lontano dei motori che rullano. Sole italiano che tramonta fuori dalle vetrate, prometteva calore sulla pelle.
Mi siedo con un prosecco, sola. Gli altri passeggeri chiacchierano, ma io osservo. Lì, in un angolo, un tipo meridionale. Pelle abbronzata, occhi sfuggenti, capelli unti dal sudore. Vestito con una camicia aperta, pantaloni larghi, odore forte di uomo, mare e fumo. Riparava una vecchia borsa in cuoio con un ago ricurvo, filo grosso. Sembrava un selvaggio, uno di quei sardi o siciliani che vivono tra rovine antiche.
La Tensione che Sale nel Lounge VIP
‘Che fai?’, gli chiedo, curiosa. Lui alza lo sguardo, sorride storto. ‘Riparo, signora. Per il viaggio’. Russo cattivo? No, accento calabrese pesante. ‘Posso vedere?’. Mi avvicino. Mani ruvide, calli duri. Prende la mia, me la guida sull’ago. ‘Piano, così’. La sua pelle calda, ruvida dentro, liscia fuori. Io accarezzo il dorso, morbido, imberbe. Un brivido. ‘Bello’, mormoro. Lui ride basso, occhi che brillano ora.
Parliamo. Si chiama Matteo, guida escursioni in Sicilia. ‘Domani porto turisti a una spiaggia con fossili, rovine antiche nel permafrost… no, nella roccia dura’. Eccitato, gesticola. Gli altri del lounge escono per boarding, ritardato per vento. Restiamo soli. ‘Mostrami foto’, dico. Tira telefono, corpi vicini. Il suo odore mi invade: sudore salato, pelle scottata dal sole. La mia fica si bagna già. Lontano da casa, nessuno mi giudica. Libertà pura.
La sua mano scivola sul mio ginocchio. ‘Vuoi toccare?’, sussurra. Io annuisco, frasi corte. Cuore batte forte. Lui mi spinge contro il bancone del bar, deserto. ‘Qui?’. ‘Sì, urgente’. Cala i miei jeans larghi da viaggio, mutande giù. Il suo cazzo esce dalla patta, grosso, venoso, cappella viola gonfia. Odore di maschio eccitato, pre-eiaculato che cola.
La Scopata Esplosiva e il Ricordo in Volo
Mi gira, fica esposta all’aria fredda della clim. Entra di colpo, senza preservativo. ‘Ah!’, gemo. Duro, profondo. Mi scopa veloce, ahanando. ‘Cazzo stretto, puttana’. Io spingo il culo contro, ‘Più forte, scopami!’. Il suo bacino sbatte, palle che schiaffeggiano. Gusto di sale sulla sua pelle che lecco dal collo. Rumore umido della fica che lo ingoia, succhia. Mi afferra i tette da sotto la maglia, pizzica capezzoli duri.
Vengo prima io, onda profonda. ‘Sto venendo!’, urlo piano. Contrazioni che lo stringono. Lui grugnisce, ‘Prendi la sborra!’. Spara dentro, caldo, abbondante. Fiotti che colano giù sulle cosce. Resta fermo, ansimi. Estratto, cazzo molle gocciolante.
Gênes totale. ‘Scusa, signora’. ‘Niente, è stato…’. Si riveste veloce. Io mi pulisco con tovagliette del bar, jeans su. ‘Devo andare, il volo’. Lui annuisce, occhi bassi. Esce prima.
Ora, seduta in aereo, decollo. Finestre buie, motori rombano. Sento ancora il suo odore su di me, la fica gonfia, sborra che cola nel sedile. Anonymat totale, uno sconosciuto. Lontano da casa, tutto permesso. Domani spiaggia, sole caldo. Ma questo ricordo… mi masturbo già pensando al prossimo.