La Mia Escale Bollente nel Lounge dell’Hotel di Milano

Mi chiamo Nadia, ho 24 anni, italiana doc. 1 metro e 70, snella ma con curve da urlo: vita stretta, tette generose, fianchi larghi, culo sodo e gambe infinite. Capelli corti castani, occhi verdi maliziosi, labbra carnose. Un po’ insicura, ma gli uomini impazziscono per me.

Ero in viaggio d’affari a Milano, caldo afoso d’estate italiana, sudore che cola tra le tette. Arrivo all’aeroporto, prendo un taxi per l’hotel vicino alla stazione, uno di quei posti con lounge VIP. Entro nel bar, aria condizionata gelida che mi fa drizzare i capezzoli sotto la camicetta leggera. Mi siedo su un divano di cuoio nero, pelle appiccicosa contro le cosce nude del mio vestitino corto. Ordino un prosecco fresco, bollicine che pizzicano la lingua.

L’Incontro Fortuito e la Tensione che Sale

Lo vedo lì, solo al bancone. Benoit, francese, 27 anni. Occhi verdi, sorriso da predatore, 1 metro 76, torace muscoloso, culo perfetto nei jeans stretti, maniglie dell’amore che mi fanno venire voglia di morderle. Ci guardiamo. Lui si avvicina. ‘Ciao, sei italiana? Sembri persa nei tuoi pensieri.’ Ridiamo. Parliamo del viaggio, lui in transito per Parigi, io riprendo il treno domani. Il cuoio del divano scricchiola mentre ci spostiamo vicini. Le sue mani sfiorano le mie. ‘Hai spalle tese, ti va un massaggio?’ Accenno sì, esitante. Le sue dita forti su di me, olio profumato, pollice che preme nodi. Sospiro. ‘Mmm… fai bene.’ La tensione sale, calore tra le gambe. La sua coscia preme la mia, sento il rigonfiamento nei pantaloni. ‘Andiamo di sopra? La mia camera è al piano di sopra.’ Cuore che batte forte. Libertà qui, nessuno mi conosce. Annuisco.

Saliamo in ascensore, silenzio elettrico, suo profumo maschio che mi invade. Entriamo in camera, clim che ronza bassa, lenzuola bianche fresche. Ci baciamo subito, lingue affamate, mani ovunque. ‘Ti voglio nuda,’ mormora con accento francese. Mi strappa il vestito, reggiseno nero che vola via. Le mie tette grandi balzano libere, lui le afferra, leccandole i capezzoli duri. ‘Cazzo, che belle.’ Io gli slaccio la camicia, pantaloni giù, boxer tesi sul cazzo duro come ferro. Lo tiro fuori, grosso, venoso, cappella rossa. Lo prendo in mano, lo masturbo piano. ‘È enorme.’ Mi inginocchio, lo lecco dalla base alle palle, sapore salato di sudore. Lo succhio profondo, gola piena, lui geme ‘Porca puttana, sì.’ Mi alzo, culotte zuppa, la tolgo. Fica rasata, bagnata fradicia, labbra gonfie.

L’Esplosione di Passione nella Camera

Mi butta sul letto, gambe aperte. ‘Voglio scoparti ora.’ Entra piano, cazzo che spacca, mi riempie tutta. ‘Ahhh… sì, forte!’ Pompa duro, palle che sbattono sul mio culo. Io graffio la sua schiena, unghie che lasciano segni. Cambio posizione, lo cavalco, tette che rimbalzano, clitoride sfregato sul suo pube peloso. ‘Sto venendo… cazzo!’ Orgasmosubito, corpo che trema, fica che stringe il suo cazzo in spasmi. Lui resiste, mi gira a pecorina, mi sbatte selvaggio. ‘Prendi la mia sborra.’ Grido sì, lui esplode dentro, fiotti caldi che mi inondano, gocciola fuori dalla fica. Ci crolliamo sudati, odore di sesso e sale sulla pelle, cuori che martellano.

Dopo, doccia veloce, acqua bollente che lava il peccato. Lui deve correre per il volo, bacio frettoloso. ‘Torna a Milano?’ ‘Magari.’ Esco dall’hotel, riprendo il treno per Roma. Finestrino, paesaggi che sfrecciano, vibrazioni che mi fanno ripensare al suo cazzo dentro. Anonimato totale, solo un ricordo torride. Libera, eccitata dall’ignoto. Chissà, un altro lounge mi aspetta.

Similar Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *