La Mia Avventura Torrida nel Lounge dell’Aeroporto di Roma
Ero di ritorno da un viaggio d’affari a Milano. Aeroporto di Fiumicino, ore 22. Caldo appiccicoso fuori, sole italiano che tramonta rosso. Entro nel lounge VIP, aria gelida della clim che mi accarezza la pelle. Sedili in pelle nera, morbidi, che scricchiolano sotto il mio culo quando mi siedo al bar. Ordino un prosecco fresco, bollicine che pizzicano la lingua.
Lo vedo lì, solo, un tipo alto, capelli mossi, occhi castani da spagnolo. Camicia bianca sbottonata sul petto abbronzato. Mi guarda. Sorrido. ‘Buonasera, bella’, dice con accento sexy, Madrid forse. ‘Viaggi tanto?’, chiedo io, gambe accavallate, gonna che sale un po’. Parliamo. Vino rosso per lui, corpi vicini. Il rumore dei motori lontani, vibrazioni nel pavimento. La sua mano sfiora la mia coscia. ‘Mi fai impazzire’, sussurra. Cuore che batte forte. Lontana da casa, nessuno mi conosce. Libertà pura.
L’Incontro nel Lounge e la Tensione che Sale
‘Ti va di… spostarci?’, propongo, voce bassa. Annuisce. Ci alziamo, urgenza negli occhi. Camminiamo veloci verso le capsule hotel del terminal, stanze minuscole per transiti. La sua mano sul mio culo, stringe. Entriamo, porta che sbatte. Baciame voraci, lingue che duellano, sapore di vino e sudore.
Mi spinge sul letto stretto, materasso che cigola. ‘Spogliati’, ordina. Via la gonna, mutande bagnate già. Le strappa, le annusa. ‘Che figa bagnata, italiana’. Mi apre le cosce, lingua sulla fica, lecca piano il clitoride. Gemo forte, ‘Sì, così, cazzo’. Succhia, dita dentro, due, tre. Io tremano, umore che cola sul suo mento.
Il Sesso Esplosivo nella Camera di Transito
Lo tiro su, slaccio i pantaloni. Cazzo grosso, venoso, duro come ferro. ‘Prendilo in bocca’, dice. Lo ingoio, saliva che cola, pompino profondo, gola piena. Geme, ‘Brava troia’. Mi scopa la bocca, capelli stretti. Poi mi gira, a pecorina. ‘Ti sfondo’. Entra di colpo, fica piena, dolorante e deliziosa. Colpi forti, palle che sbattono sul culo. Sudore salato sulla pelle, gusto che lecco dal suo collo. Clim che ronza, copre i nostri ansiti.
‘Più forte, fammi venire!’, urlo. Mi sbatte, mano sul clitoride, vengo esplodendo, pareti che pulsano sul suo cazzo. ‘Dentro, sborra dentro!’, imploro. Si irrigidisce, getti caldi che mi riempiono, sperma che cola fuori. Crolliamo, corpi appiccicosi, odore di sesso pesante nell’aria.
Guardo l’orologio. Volo fra 30 minuti. ‘Devo andare’, dico, ridendo. Ci rivestiamo veloci, baci rubati. ‘Anonimi per sempre’, sussurra lui al portone. Corro al gate, figa ancora gonfia, mutande zuppe di sborra. Sul sedile dell’aereo, finestrino buio, rivivo tutto: il suo cazzo in bocca, i colpi, quel calore dentro. Lontana da casa, nessuno giudica. Solo piacere puro, urgenza del viaggio. Che vita.