La Mia Avventura Erotica in Aeroporto: Sesso Folle con uno Sconosciuto nel Lounge
Ero tornata dalle vacanze in Calabria, pelle ancora salata dal sole italiano, quel calore che ti entra nelle ossa. Vol return da Reggio Calabria a Milano, scalo a Roma Fiumicino. Lounge VIP, grazie al mio biglietto business. Aria condizionata gelida contro il sudore residuo, sedili in pelle nera che scricchiolano sotto il mio culo. Rumore lontano dei motori, bicchieri che tintinnano. Mi siedo al bar, gonna leggera, no reggiseno, tette sode che spingono la camicetta bianca.
Lo vedo subito. Uomo sulla sessantina, capelli sale e pepe, alto, elegante in camicia aperta sul petto villoso. Siede solo, sorseggia whisky. I nostri sguardi si incastrano. Sorriso complice. ‘Bella serata per un volo, no?’ dice con accento francese, ma parla italiano fluido. ‘Sì, ma l’attesa è noiosa,’ rispondo, gambe accavallate, sentendo l’aria fresca sulla fica nuda – niente mutande, per quel brivido di libertà.
L’Incontro nel Lounge e la Tensione che Sale
Parliamo. Viaggio d’affari, dice. Io gli racconto il mare, il sale sulla pelle. Mano sua sfiora la mia sul bancone. ‘Ti vedo audace,’ mormora. Cuore batte forte. ‘Mi piacciono gli sconosciuti,’ ammetto, mordendomi il labbro. Si avvicina, dito scivola sul mio ginocchio sotto il tavolo. ‘E se ti dicessi cosa farei?’ Il suo respiro caldo. Tensione elettrica, urgenza del volo tra un’ora. ‘Dimostramelo,’ sussurro.
Mi invita nella sua suite all’albergo collegato all’aeroporto, cinque minuti a piedi. Cammino con lui, tette che rimbalzano, fica che si bagna già. Ascensore, mani sue sui miei fianchi. ‘Spogliati piano,’ ordina entrando. Camera buia, clim che ronza, lenzuola fresche.
Mi benda gli occhi con la sua cravatta seta. ‘Mani dietro,’ lega polsi con cintura morbida. Sento la sua cazzo dura sfregare i capezzoli attraverso la stoffa. Sbotto i bottoni, tette libere, grandi 85D matte. Le prende, le strizza. ‘Che fica stretta hai,’ dice palpandomi sotto la gonna. Dita sulla figa rasata, bagnata fradicia. ‘Sì, Signore,’ gemo.
L’Esplosione di Piacere nella Camera d’Albergo
Mi fa inginocchiare sul letto, culo in aria. ‘Apri la bocca.’ Gode finto grosso, lo infilo in gola, sbavo. Lui lubrifica il mio ano, dito dentro piano. ‘Rilassati, puttanella.’ Geme, altro dito, cazzo vero in mano. Poi prende un vibro dal cassetto, enorme cappella. Lo infila nella fica, piano, mi spacca. ‘Cazzo, sei larga ora.’ Vado avanti dietro, succhio il gode, lui fotte figa e culo alternando dita.
‘Vieni per me,’ accelera. Orgasmio mi travolge, urlo, cosce tremanti, squirt sul letto. ‘Brava.’ Mi gira, cazzo vero in bocca. Enorme, venoso. Lo ingoio deep, lui tira capezzoli. ‘Succhia forte.’ Vengo di nuovo sentendolo pulsare. Spara in gola, sborra calda, la ingoio tutta.
Mi slega, riveste veloce. ‘Vattene ora, il tuo volo.’ Bacio fugace, esco barcollando, fica dolorante, labbra gonfie.
Torno al gate, imbarco. Finestrino, decollo. Ricordo il suo odore, il sale misto sudore, pelle appiccicosa. Anonimato totale, nessuno sa. Durante il volo, mano in gonna, tocco clitoride gonfio. Rido piano, eccitata. La libertà del viaggio, lontano da casa, dove tutto è permesso. Non lo rivedrò mai, ma quel brivido… lo porto dentro.