La Mia Notte di Fuoco nel Lounge dell’Hotel sul Mare

Ero in vacanza in Sardegna, al mare, lontana da tutto. Sole cocente sulla pelle, sapore di sale sulle labbra. L’hotel era lusso puro, con quel lounge VIP tutto cuoio e luci soffuse. La clim gelida mi faceva venire i brividi sotto il vestitino leggero. Seduta al bar, sorseggiavo un prosecco, sentendo la libertà di essere anonima qui.

Lui entra, straniero, alto, occhi scuri che mi trafiggono. Abito elegante, mani forti sul bicchiere. Viaggio d’affari, dice con accento francese. “Bella serata, no?” Sorride. Io arrossisco, ma gli occhi dicono tutto. Ci sediamo vicini, il cuoio dei divani scricchiola sotto di noi. Gambe che si sfiorano per caso, o no? Parlo del mare, lui del suo volo domani all’alba. Urgenza nell’aria, come se il tempo scivolasse via.

L’Incontro nel Lounge e la Tensione che Sale

“Mi fai venire voglia di restare,” sussurra, mano sulla mia coscia. Io non mi tiro indietro. La sua pelle calda contro la mia, profumo di colonia misto a salsedine. Lo bacio lì, nel lounge semivuoto, lingue che danzano. Cuore che batte forte. “Andiamo di sopra,” dico, voce roca. Camera mia, ascensore che puzza di sesso represso.

Entriamo, porta che sbatte. Lo spingo sul letto, king size con lenzuola fresche. Gli slaccio la camicia, assaporo il suo petto sudato. “Voglio te, ora,” ansimo. Lui mi strappa il vestito, tette libere, capezzoli duri come sassi. Mi lecca il collo, scende, mordicchia. Io gemo, mani nei suoi capelli.

Gli abbasso i pantaloni, cazzo duro che salta fuori, grosso, venoso. Lo prendo in bocca, succhio piano, poi forte. Lingua che gira sulla cappella, sapore salato di pre-eiaculazione. “Cazzo, sì,” grugnisce lui, spingendomi la testa. Lo deepthroato, gola piena, saliva che cola. Lui mi ribalta, fica esposta. Rasata, bagnata fradicia. Mi spalanca le gambe, lingua dentro, lecca il clitoride come un affamato. “Sei dolce, troia,” mormora. Io urlo, “Leccami più forte!”

L’Esplosione di Piacere nella Camera

Mi infila due dita, pompa veloce, succhia il mio succo. Vengo la prima volta, tremando, gambe che si chiudono sul suo viso. Lui non ferma. Mi gira a pecorina, culo in alto. Sputa sulla fica, poi sul buco stretto. “Ti scoperò il culo,” dice. Io annuisco, eccitata dall’ignoto. Gland che preme, entra piano. Dolore misto piacere, “Lentooo… ah sì!” Mi riempie, cazzo che pulsa dentro. Pompa, schiaffi sul culo, tette che dondolano.

Lo cavalco poi, sopra di lui, fica che lo ingoia tutto. Salgo e scendo, clitoride che sfrega. “Scopami, puttana,” ringhia. Vengo di nuovo, urlando. Lui mi sbatte da sotto, esplode dentro, sperma caldo che cola. Ci lecciamo sudati, corpi appiccicosi, clim che ronza.

Dopo, sudati e esausti, lui si riveste. “Il mio volo è tra ore,” dice con un bacio. Io sorrido, anonimi perfetti. Lo guardo andar via dal balcone, onde che rombano, stelle sopra il mare.

Ora al gate dell’aeroporto, treno per casa domani. Ricordo il suo cazzo in bocca, il sapore, i gemiti. Lontana da tutti, nessuno giudica. Pelle ancora salata, fica sensibile. Torno alla vita, ma questa notte brucia dentro. Anonimato totale, solo mio segreto.

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