La Mia Avventura Infuocata nel Lounge VIP di Fiumicino

Ero in viaggio per le vacanze al mare in Sicilia, un volo da Milano a Catania con scalo a Fiumicino. L’aria condizionata del lounge VIP mi gelava la pelle, ma sotto il top leggero sentivo i capezzoli duri sfregare contro il tessuto. Niente reggiseno, pantaloni da yoga attillati che segnavano ogni curva del mio culo sodo. Mi appoggiai alla ringhiera di vetro, guardando lo schermo gigante con la partita di basket: rossi contro blu, urla della folla in TV. Il lounge era strapieno, corpi premuti vicini per il match.

Tre ragazzi sulla ventina proprio dietro di me. Uno alto coi capelli rossi, Théo, gli altri due: Clément il moro e Maxime il riccio. Indossavano magliette rosse, sudati dall’eccitazione del gioco. Sentivo i loro sguardi sul mio culo che si muoveva a ogni canestro. ‘Cazzo, che fica’, borbottò il roux. Mi voltai, sorridendo. ‘Siete per i rossi? Io sì, e voi mi state troppo vicini…’. Ridemmo. L’urgenza del mio volo fra un’ora mi eccitava: lontana da casa, nessuno mi conosceva qui.

Lo Scalo Caldo e l’Incontro con i Tre Giovani

Théo si avvicinò, il suo pacco duro contro la mia coscia. ‘Sei una bomba, italiana vera’. La sua mano scivolò sulla mia natica, palpando. Io non mi mossi, al contrario cambravo un po’. ‘Toccami pure, tanto fra poco partiamo tutti’. Clément e Maxime si unirono, premendo i corpi. Annunci voli in sottofondo, odore di sudore misto a profumo, il cuoio dei divani vicini che scricchiolava. Tirai giù la zip del top, lasciando intravedere il solco tra le tette. ‘Guardate qui, ragazzi’. I loro occhi si spalancarono.

Passammo all’azione. Théo infilò le mani nei pantaloni: ‘Porca puttana, nuda sotto!’. Mi abbassò i pantaloni quel tanto, il suo cazzo grosso già fuori dal jogging, duro come ferro. Lo strinsi con la mano, masturbandolo piano, sentendo il pre-sborra appiccicoso. ‘Inculami, Théo, veloce’. Mi cambrò, lui sputò sul buco e spinse il glande dentro. ‘Ahhh, stretto da morire!’, gemette. Entrava piano, il mio culo lo stringeva, ritmico. Intanto Clément e Maxime tirarono fuori i cazzi: medi, ma venosi, eccitati da matti. Li presi in mano, pompando forte, graffiando le palle.

Il Sesso Crudo e l’Addio Anonimo

‘Le vostre tette sono perfette’, disse Clément, abbassandomi del tutto il top. Succhiarono i capezzoli, mordicchiando, mentre le dita di Maxime entravano nella mia fica bagnata, fradicia di umori. Io gemevo piano, coperta dal boato della partita. Théo mi scopava il culo ora con colpi secchi, le palle che sbattevano sulla pelle. ‘Più forte, fammi male!’. Il suo cazzo pulsava, grosso, mi dilatava. Passai le dita sui loro buchi, lubrificati dalla mia saliva, premendo le prostate. ‘Sborrate per me, dai!’. Loro accelerarono, cazzi in mano ora, io li guidavo.

Esplosero insieme. Théo mi riempì il culo di sborra calda, quattro fiotti potenti, mentre contraevo l’ano per spremerlo. Clément e Maxime schizzarono nelle mani, gemendo ‘Grazie, troia!’ con embarazzo. Io risi, pulendomi veloce con un fazzoletto. ‘È stato divino, ragazzi. Ora corro al gate’. Li baciai sulle guance, anonimi perfetti. Salii sull’aereo, culo che bruciava ancora, sborra che colava piano nelle mutande che mi ero rimessa di fretta. Seduta al finestrino, con il rombo dei motori, rivivevo ogni spinta, l’odore di sesso sulla pelle, il sale del sudore. Lontana da tutti, libera, già eccitata per la prossima avventura al mare. Che libertà, cazzo.

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