La Mia Fica Esibita in Hotel: Un’Avventura Erotica all’Aeroporto
Ero a Malpensa, Milano, in partenza per un volo verso Barcellona. Viaggio d’affari, ma con quella voglia di libertà lontana da casa. Il sole italiano picchiava forte fuori, aria calda e umida, sudore salato sulla pelle. Dentro il lounge VIP, però, aria condizionata gelida, brividi sulla schiena. Seduta sul divano di pelle nera, contatto fresco contro le cosce nude sotto la gonna leggera. Sorseggiavo un prosecco, e lì lo vedo: un uomo sui trentacinque, elegante, tipo marquis moderno, occhi penetranti. Ci guardiamo. Sorriso. ‘Posso?’ dice, sedendosi vicino. Profumo di colonia speziata, mano che sfiora la mia. Parliamo. Lui francese, di passaggio. Tensione palpabile. Gambe che si sfiorano, risate basse. ‘Hai poco tempo?’ chiedo. Annuisce, mano sulla coscia. Cuore batte forte. Lontano da casa, nessuno mi giudica. ‘C’è un hotel qui vicino’ sussurra. Prendiamo taxi, cinque minuti. Camera buia, clim ronzante, odore di lenzuola fresche.
Entriamo, porte che sbatte. Baci urgenti, lingue che si intrecciano, saliva dolce. Mi strappa la gonna, reggiseno vola. ‘Che tette belle’ mormora, succhiando i capezzoli duri. Io gli abbasso i pantaloni, cazzo già duro, grosso, vene pulsanti. Lo prendo in mano, lo lecco dalla base alla cappella, sapore salato di pelle. Geme. Mi sdraio sul letto, lui tra le gambe. ‘Apri quella fica’ ordina. Dita dentro, bagnata fradicia. Mi lecca il clitoride, lingua vortice, succhia le labbra gonfie. Grido piano, ‘Sì, così…’. Poi mi gira, culo in aria. ‘Che bel culo sodo’. Spinge il cazzo dentro, un colpo secco. Fica piena, pareti strette che lo stringono. Pompa forte, palle che sbattono contro il mio clito. Sudore che cola, sapore di sale sulla schiena. Cambio posizione, io sopra, cavalco selvaggia, tette che rimbalzano. ‘Fottimi più forte!’ urlo. Lui sotto, mani sui fianchi.
L’Incontro nel Lounge e la Tensione che Sale
Improvvisamente, bussano. ‘È il mio amico!’ dice ridendo. Panico? No, eccitazione. Mi copre la testa con il lenzuolo, corpo nudo esposto. Entra l’altro, non lo vedo. ‘Guarda che bellezza’ dice il mio amante. Sento mani sconosciute sulle tette, pizzica i capezzoli, ‘Ferme e rotonde’. Scende, accarezza pancia, poi tocca la fica bagnata, dita dentro. ‘Morbida, rasata’. Io tremo, eccitata da morire, ma zitta. ‘Gira’ ordina. Culo palpato, schiaffo leggero. ‘Sublime’. Non sa chi sono, anonime. L’amico se ne va, ridendo. Toglie il lenzuolo. ‘Ti è piaciuto?’ Annuisco, perverso brivido. Mi rimette il cazzo dentro, fotto furiosa. Viene dentro, sborra calda che cola. Io orgasmo, fica che pulsa.
Puliti veloci, docciatina fredda. Torno in aeroporto, gambe molli, fica ancora sensibile. Volare via, lui resta. Nessun nome vero, solo piacere. Ricordo il tocco dell’amico, il cazzo che mi riempie, libertà totale. Lontano da casa, tutto permesso. Ancora bagnata al gate, sorriso complice col mio riflesso.