La Mia Escale Infuocata nel Lounge di Roma

Ero di ritorno dalle vacanze in Sicilia, pelle ancora salata dal mare, quel gusto di salsedine che mi pizzicava la lingua. Escala a Roma, Fiumicino, lounge VIP. Aria condizionata gelida che mi fa venire i brividi sotto il vestitino leggero, oro shimmer che cattura le luci soffuse. Mi siedo sul divano in pelle nera, cuoio caldo contro le cosce nude. Rumore lontano dei motori, vibrazioni che mi salgono dentro.

Lo vedo subito, un tipo alto, straniero, occhi azzurri affamati. Camicia sbottonata, muscoli tesi. Mi guarda, esita, sorseggia il suo drink. Io sorrido, incrocio le gambe piano, lascio che la gonna salga un po’. Lui si avvicina, ‘Ciao, sei italiana? Io vengo da Londra, volo tra un’ora.’ Voce profonda, accento sexy. ‘Sì, e tu? Paura del ritardo?’ Rido, tocco il suo braccio per caso. Pelle calda, sudata.

L’Incontro Fortuito e la Tensione che Sale

Parliamo, flirt leggero. Lui mi fissa le labbra, le tette che spingono contro il tessuto. ‘Sei stupenda, come il sole italiano.’ Io arrossisco, ma dentro bollo. L’aria si carica, come prima di un temporale. Una mano sua sfiora la mia coscia, esita, ritira. Io non mi muovo, lo lascio desiderare. Altri intorno, coppie che ridono, ma noi in bolla. ‘Andiamo a prendere un drink vero?’ propongo, occhi nei suoi. Annuisce, eccitato.

Ci alziamo, usciamo dal lounge, verso l’hotel dell’aeroporto. Camminata veloce, il suo braccio intorno alla mia vita. Ascensore, porte che si chiudono, e bum, mi bacia. Lingue che si intrecciano, sapore di whisky e sale mio. Mani ovunque, la sua sul mio culo sodo. ‘Cazzo, non resisto,’ ansima. Io gemo, ‘Fallo, qui nessuno ci conosce.’

L’Esplosione di Passione e l’Addio Anonimo

In camera, clim bollente contro la mia pelle accaldata. Lo spingo sul letto, gli slaccio i pantaloni. Cazzo duro, grosso, vene pulsanti. Lo prendo in bocca, succhio forte, lingua che gira sulla cappella. Lui geme, ‘Porca puttana, sì!’ Mi tira i capelli, spinge in gola. Io lo guardo, occhi laci, saliva che cola. Poi mi alzo, mi sfilo le mutande bagnate, fica rasata che luccica. ‘Scopami ora, forte.’

Mi butta supina, gambe aperte. Entra di colpo, cazzo che mi riempie, sfrega il clitoride. Urlo, ‘Più forte, spaciami!’ Lui pompa selvaggio, palle che sbattono sul mio culo. Sudore che cola, corpi che schiaffeggiano. Io graffio la sua schiena, unghie dentro. Gira, mi mette a pecorina, mano nei capelli, tira. ‘Ti piace, troia italiana?’ ‘Sì, sborrami dentro!’ Climax, lui trema, getta fiotti caldi nella mia fica. Io vengo, contrazioni che lo mungono, squirt sul letto.

Restiamo lì, ansimi, odore di sesso. ‘Devo andare,’ dice, guardando l’orologio. Ci rivestiamo veloci, un bacio umido. ‘Grazie, è stato pazzesco.’ Esco, torno al gate, gambe molli, fica che gocciola ancora il suo sperma. Aereo decolla, vibrazioni che mi fanno rivivere tutto. Nessuno sa, anonimato totale. Solo io, quel ricordo torride, libertà di viaggiatrice.

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