La Mia Scopata Torrida nel Lounge dell’Aeroporto
Ero in viaggio d’affari da Napoli a Parigi, scalo a Fiumicino. L’aeroporto brulicava di gente, ma io avevo l’accesso al lounge VIP. Aria condizionata gelida, che mi faceva venire i brividi sotto il vestitino leggero. Odore di cuoio dei divani, caffè forte e un vago sentore di sudore misto a profumo maschile. Mi siedo con un prosecco in mano, gambe accavallate, sentendo il calore del sole italiano ancora sulla pelle.
Lo vedo lì, un francese alto, sui quarant’anni, occhi scuri e un sorriso malizioso. Camicia sbottonata quel tanto che basta per intravedere pettorali abbronzati. Si avvicina, ‘Posso unirti? Sembri persa nei tuoi pensieri.’ Io sorrido, ‘Persa? No, solo… libera. Lontana da casa, nessuno mi giudica.’ Parliamo, lui è Pierre, di passaggio per lavoro. Le sue mani sfiorano il mio bicchiere, poi il mio ginocchio. ‘Hai un profumo che mi fa impazzire,’ dice con accento sexy. Io arrossisco, ma dentro ribollo. Il rumore dei motori in lontananza, l’urgenza del mio volo tra un’ora. La tensione sale, i nostri sguardi si incatenano. ‘E se…?’ mormora. Io annuisco, bagnata già.
L’Incontro nel Lounge e la Tensione che Sale
Ci alziamo, lui mi prende per mano. ‘C’è una cabina privata qui dietro, per i VIP.’ Entriamo, porta che si chiude con un clic. La clim ronza, fredda contro la mia pelle calda. Mi spinge contro il muro, bacia il mio collo, mordicchia. ‘Sei una bomba italiana,’ ansima. Io slaccio i suoi pantaloni, tiro fuori il suo cazzo duro, grosso, venoso. ‘Cazzo, quanto è bello,’ gemo. Lo prendo in bocca, lo lecco dalla base alla cappella, gusto salato del suo presperma. Lui geme, afferra i miei capelli. ‘Succhialo tutto, troia.’ Io obbedisco, gola profonda, bava che cola. Poi mi alza la gonna, strappa le mutandine. ‘Fica rasata, perfetta.’ Due dita dentro, mi scopa con le mani, pollice sul clitoride. Io urlo piano, ‘Scopami, Pierre, forte!’
Il Sesso Esplosivo e il Ricordo Persistente
Mi gira, mi piega sul lavandino. Specchio che riflette i nostri corpi sudati. Entra di colpo, il suo cazzo mi riempie la fica fradicia. ‘Stretta, calda… cazzo!’ Pompa duro, palle che sbattono contro il mio culo. Io spingo indietro, ‘Più forte, fammi venire!’ Sudore salato sulla schiena, gusto in bocca. Mi infila un dito nel culo, doppio piacere. ‘Ti piace il culo, eh?’ ‘Sì, troia italiana.’ Cambio posizione, lo cavalco sul divano di cuoio, scivoloso. Seni fuori, lui li morde, succhia i capezzoli duri. Io vengo prima, squirto sul suo cazzo, tremo. Lui mi ributta giù, mi incula piano prima, poi selvaggio. ‘Prendilo tutto nel culo!’ Grido di piacere, strettezza che brucia e gode. Tira fuori, mi sborra in faccia, caldo, denso, gusto amaro in bocca. Lecco tutto, anonime troie.
Puliti in fretta, asciugamani umidi. ‘Il tuo volo,’ dice ridendo. Ci salutiamo con un bacio, ‘Torna in Italia.’ Io corro al gate, gambe molli, fica e culo che pulsano ancora. Ricordo il suo cazzo, il rumore dei motori che ora copre i miei gemiti interiori. Lontana da casa, nessuno sa. Solo io, con il sapore del suo sperma in gola e la libertà che brucia. Prossimo scalo? Chissà…