La Mia Notte Selvaggia a Venezia: Un’Incontro Caldo e un Bal Mascherato Libertino
Ero a Venezia per le mie vacanze al mare, dopo quel maledetto confinamento. L’aria salmastra, il sole che picchia sulla pelle, il rumore delle onde contro i moli. Arrivo in stazione, stanca dal viaggio in treno da Roma. E lì, sui gradini, vedo lei: una brunetta francese, occhi gonfi di pianto, valigia ai piedi. Il suo ragazzo l’ha mollata per un tizio, dice balbettando. Mi fermo, il cuore mi batte forte. ‘Vieni con me,’ le dico, ‘ti offro giorni indimenticabili.’ Esita, ma accetta. Mathilde, si chiama così. Alta, curve perfette, labbra carnose.
Camminiamo per calli ombrose, sole accecante sulle piazze. Sudiamo sotto il caldo italiano, il suo profumo misto a salsedine mi eccita. Le propongo una serata speciale: un domino veneziano da Amanda, la mia amica. Costumi d’epoca, maschere. Lei trilla di gioia, ‘Sììì!’ Entriamo in un negozio polveroso: lei sceglie una robe gialla scollata, crinolina, pantaloncini di lino legati con nastri. ‘Perfetti per… tutto,’ ammicca il negoziante. Si guarda allo specchio, minaudisce con il ventaglio. La sua tette sode spingono contro il corsetto. Io indosso un domino nero, perrucca bionda. Partiamo in vaporetto, vento in faccia, laguna scintillante.
L’Incontro alla Stazione e la Tensione che Sale
Arriviamo all’isola, lanterne tremolanti, musica barocca. Amanda, col loup sul viso, ci accoglie: ‘Benvenute, bellezze.’ Buffets pantagruelici, servi neri muscolosi in culotte bianche attillate, cazzi gonfi visibili. Mathilde arrossisce ma ride, ‘Che erotiche!’ Beviamo prosecco fresco, corpi si sfiorano. Maschere ovunque, bocche libere per baci rubati. Esploriamo: saloni antichi, profumi di muschio e sudore. La tensione sale, mani sfiorano cosce sotto gonne.
Entriamo nella rotonda dorata. ‘Vuoi andar via?’ le sussurro. ‘No, restiamo,’ ride maliziosa. Amanda la cinge: ‘Balli con me?’ La trascina al centro. Bacio lento, lingue che si intrecciano. Mani di Amanda slacciano la robe: Mathilde resta nuda sopra, capezzoli duri. Un servo toglie la robe ad Amanda. Si strusciano, tette contro tette, fiche umide. Amanda la stende sul tappeto, lecca collo, succhia capezzoli. Mathilde geme, ‘Ohhh…’ Amanda scioglie i pantaloncini, lecca la fica gonfia, lingua nella fessura, fino al culo. Mathilde si inarca, ‘Cazzo, sììì!’ Viene urlando, schizzi di umori.
Il Culmine del Piacere al Bal Mascherato
Passano al 69, fiche in bocca, succhiano clitoridi. Un servo negro infila il cazzo enorme nel culo di Amanda, pompa forte. Mathilde lecca le palle, beve i succhi. Poi tocca a lei: un altro servo le sbatte il cazzo in fica, ‘Aaaah, è grosso!’ La spacca, lei cavalca, tette sballonzolanti. Mani sconosciute le pizzicano i capezzoli. Un altro cazzo le entra in culo, doppio piacere. ‘Scopami, riempitemi!’ Urla, trema, squirt sul pavimento. Io guardo, una bocca mi lecca la fica, vengo forte.
Souper, corpi nudi. Rientriamo in taxi-boat, Mathilde contro di me: ‘È stato pazzesco, due cazzi insieme, la lingua di Amanda… ma ora voglio te.’ Al Danieli, ci addormentiamo abbracciate. Il giorno dopo, al treno per Roma, ripenso: anonymato totale, nessuno sa. Pelle ancora salata, fica indolenzita. Che libertà, lontana da casa. Tornerò.