La Mia Avventura Torrida nel Lounge dell’Aeroporto

Ero a Parigi per un viaggio d’affari, stanca morta dopo riunioni infinite. Dovevo prendere il volo per Roma da Charles de Gaulle. L’aeroporto brulicava di gente, ma io avevo l’accesso al lounge VIP. Aria fresca della clim che mi accarezzava la pelle sudata, sedili di cuoio morbido sotto le cosce. Mi siedo con un prosecco in mano, il rumore sordo dei motori in lontananza. Lui era lì, solo, con un libro in mano. Occhi enormi, nocciola, capelli mossi biondo-castani, mascella squadrata. Bello da dio greco. Mi guarda, sorride. ‘Italiana?’, mi chiede con accento francese perfetto. Annuisco, il cuore che batte più forte. ‘Sì, da Roma. Tu?’ ‘Achille, scrittore. Parigi è casa mia, ma viaggerei ovunque per una storia buona.’ Parliamo di libri, lui cita autori che adoro. La tensione sale, le sue mani grandi sfiorano il mio bicchiere. Sento il calore del suo corpo vicino, l’odore di colonia misto a sudore maschile. ‘Hai poco tempo prima del volo?’, sussurra. Io annuisco, mordendomi il labbro. Lontana da casa, nessuno mi giudica. Libertà pura.

Ci alziamo, andiamo verso le docce private del lounge. Urgenza totale, il mio volo tra un’ora. Chiude la porta, mi spinge contro il muro freddo. Bacia il mio collo, mani sotto la gonna. ‘Cazzo, sei bagnata già’, mormora. Io gemo, slaccio i suoi pantaloni. Il suo cazzo duro salta fuori, grosso, venoso, cappella gonfia. Lo prendo in bocca, gusto salato della pelle, lui ansima afferrandomi i capelli. ‘Succhia più forte, troia italiana.’ Lo faccio, gola piena, saliva che cola. Poi mi gira, alza la gonna, mutandine da parte. Entra di colpo nella mia fica fradicia, un colpo secco che mi fa urlare. ‘Sì, scopami duro!’ Pompa forte, palle che sbattono sul mio culo, il rumore bagnato della carne che sbatte. Sudore che cola, gusto di sale sulla sua pelle quando lo lecco. Mi piega sul lavandino, specchi che riflettono i nostri corpi sudati. Mi scopa senza pietà, dita sul clitoride, io vengo tremando, fica che si contrae intorno al suo cazzo. ‘Sto per venire’, grugnisce. ‘Dentro, riempimi!’ Sborra caldo dentro di me, fiotti che colano sulle cosce. Ansiti, corpi appiccicosi, clim che ci gela la pelle bollente.

L’Incontro Fortuito e la Tensione che Sale

Mi rivesto di fretta, un bacio veloce. ‘Anonimi per sempre’, dico ridendo. Lui sorride, occhi che brillano. Esco, riprendo il volo. Seduta in aereo, il rombo dei motori mi ricorda i suoi affondi. Sento ancora il suo sperma dentro, le cosce appiccicose, l’odore di sesso misto a cuoio. Lontana da casa, ho scopato uno sconosciuto come una puttana libera. Nessun rimpianto, solo voglia di altro. Prossimo viaggio, chi sa?

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