L’Incontro Torrido nello Studio della Palestra dell’Hotel

Ciao, sono Sofia, una milanese di 57 anni che ne dimostra 45. Ero partita da Milano per un viaggio d’affari in Svizzera, un torneo di scacchi sulle rive del lago di Ginevra. Ma prima, tre giorni in un vecchio hotel nelle Alpi savoiarde, per prepararmi. L’aria era fresca, il sole filtrava tiepido dalle finestre, profumava di pini e resina. Mi sentivo libera, lontana da casa, da giudizi. Nessuno mi conosceva qui.

Finita la mattina, decisi di allenarmi nella gym dell’hotel. Prenotai una stanza premium, isolata, con un grande specchio davanti. Indossai un top attillato che lasciava scoperto l’ombelico, shorts minuscoli che aderivano alla fica rasata. Sudavo già, il sale sulla pelle pizzicava. Mi misi sull’apparecchio per braccia e torace, tirando leve, bombando il seno, aprendo le cosce a ritmo. I capezzoli si indurirono contro il tessuto sottile.

La Tensione Voyeur nella Gym Privata

Non sapevo che il bureau del manager aveva una vetrata su questa nicchia. Pensavo fosse specchiata. Lui era lì, un bel 40enne atletico, forse il coach di qualcuno, in tenuta da sport. Mi fissava, mano nei pantaloni, si accarezzava piano. Il suo cazzo gonfio premeva il tessuto. Eccitazione pura. L’inconnu, lo straniero sexy in un luogo di passaggio. Il cuore mi batteva forte.

Presi il telefono, composi il numero del front desk, chiesi di lui. Squillò il suo. ‘Dove sei?’ dissi, guardandolo dritto negli occhi attraverso il vetro. Silenzio. ‘Ti vedo, bastardo. Ti stai segando guardandomi?’ Rise nervoso. ‘Smetti? No, continua. Più vai avanti, più potion ti do dopo.’ Esitai, ma l’urgenza del mio volo domani mi eccitava. ‘Togliti i pantaloni, mostramelo.’ Obbedì, cazzo duro, venoso, cappella lucida.

Mi alzai, slacciai gli shorts, li feci scivolare con le mutandine. Sedetti, piedi alti, aprii le cosce. La fica bagnata brillava. ‘Guarda, ti piace?’ Iniziai a sfregare il clito, dita sulle labbra gonfie. Gemi piano. Lui pompava veloce. ‘Non venire, aspetta.’ Mi voltai, ginocchia sul sedile, culo in aria. Ecartai le natiche, mostrai il buco stretto. Infilai un dito, piano, dentro e fuori. ‘Ti piace il mio culo, eh? Immagina di incularmi.’ Sudore colava, sapore salato in bocca.

‘Ok, basta. Ci vediamo alle 15 nella mia suite.’ Riattaccai, mi rivestii, sorriso complice. Libertà totale, qui nessuno ci giudica.

La Passione Esplosiva nella Suite

Alle 15, bussò. Lo feci entrare, vestitino nero midi-cuisses, perle al collo. ‘Balla con me.’ Tango argentino, corpi appiccicati, sue mani sul mio culo. Luci basse, AC fredda sui capezzoli eretti. Lo spinsi sul divano, telo da bagno sotto. Tolsi le mutande, gli montai in faccia. ‘Leccami la fica, troia.’ Fregai il clito sul naso, bagnandolo di umori. ‘Lingua dentro!’ Mi succhiò avido, sapore muschiato. Spinsi forte, soffocandolo tra le cosce.

Vidi la sua cazzo dura. Laura? No, solo noi. Mi sfregai furiosa, urlai: ‘Apri la bocca!’ Squirt potente, getti caldi in faccia, in bocca. ‘Bevi tutto, la mia piscia di fica!’ Amara, caramellata. Mi leccò pulita, dita nei capelli.

Poi, sua mano sul mio clito. ‘Ora la tua potion.’ Baci al cazzo, lingua su palle salate. Lo ingoiai, gola piena, succhiavo forte, mano che torceva. ‘Vengo!’ Sborra densa, raffiche in bocca. Deglutii, mostrai la lingua bianca, ingoiai. ‘Deliziosa.’

Ci calmammo, corpi sudati. ‘Grazie, straniero. Domani il mio volo.’ Lo salutai nuda alla porta.

Ora, sull’aereo per Milano, rivivo tutto. Cazzo in bocca, mio squirt sul suo viso. Anonimato totale, solo un ricordo bollente. Chissà se ci rivedremo. L’urgenza del viaggio rende tutto perfetto. Libera, eccitata, torno a casa con la fica che pulsa ancora.

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